La centralità delle Istanze nel rapporto tra l’utente e Mastodon

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É impossibile essere in Asia senza metter piede in un paese asiatico, ma se si é in un paese asiatico allora si é in Asia. E’impossibile essere su Mastodon senza essere iscritti ad un’Istanza, ma se si é iscritti ad un’Istanza allora si é su Mastodon!

Non ci si “iscrive all’email”: ci si iscrive a un provider email (Gmail, Protonmail, Autistici.org, RiseUp.net, HushMail.com). Non ci si “iscrive a Mastodon”: ci si iscrive ad un’Istanza Mastodon (Bida, Partecipa, Cisti).

La grossa differenza però é che se gli email provider si differenziano solamente per la qualità dei servizi, le Istanze sono anche delle comunità di persone che hanno regole e caratteristiche peculiari. Se ti iscrivi a Gmail te ne frega ben poco di chi siano gli altri che usano Gmail e la tua esperienza con il provider sarà solamente tecnica. Al contrario, a seconda dell’Istanza da cui accedi alla rete Mastodon, le cose possono cambiare notevolmente.

In un articolo precedente si era già discusso di cos’é Mastodon ed in un secondo articolo si era discusso di cos’é il Fediverso, ossia la “rete allargata” di cui la rete Mastodon é solo una parte. In questo terzo articolo si vuole invece puntare maggiormente l’attenzione sulla centralità delle Istanze.

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Mastodon, il Fediverso ed il futuro decentrato delle reti sociali

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A breve distanza dalla prima panoramica su Mastodon é già possibile aggiungere alcune nuove osservazioni.

In primo luogo va notato che diverse persone, già ben avvezze all’uso dei maggiori social network commerciali (Facebook, Twitter, Instagram…) siano inizialmente spaesate dal concetto di “decentralizzazione” e di “network federato”.

Questo perché l’idea diffusa e radicata di social network é quella di un luogo unitario, indifferenziato, monolitico, con regole e meccanismi rigidamente uguali per tutti. In sostanza il fatto stesso di poter concepire un universo di Istanze separate e indipendenti é per molti un cambio di paradigma di non immediata comprensione.

[l’articolo é stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale]

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Viva Mastodon! Il social network libero, decentrato e adattabile

Social network = gioie e dolori. Oramai é evidente a chiunque che i social network sono diventati degli strumenti sempre più odiosi. Devi starci perché sennò ti tagli fuori dal mondo, si; e devi starci anche perché oramai tutte le comunicazioni passano da lì; però si tratta oramai di una vetrina mediatica in cui devi agire con grandissima cautela. Fare un post sbagliato o toccare certi argomenti sensibili può portarti a passare ore ed ore a battagliare con persone che magari nemmeno conosci. Per non parlare delle ripercussioni che il tuo profilo social può causare sul tuo lavoro, del tracciamento dati da parte di Facebook ecc.

[ l’articolo é stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale ]

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#Ursino e la strana aggressione

Nella sera del 20 febbraio 2018 il leader palermitano di Forza Nuova viene aggredito in pieno centro. Nel giro di pochissimi minuti l’aggressione viene rivendicata da qualcuno che ci tiene sia a restare anonimo che ad attribuire le responsabilità agli antifascisti palermitani. Manco il tempo di dirlo che ovviamente scattano perquisizioni, fermi, reazioni esagitate sui social, richieste di condanna ecc.

Certo però che a guardarla bene questa storia é strana. Ma strana proprio…

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Specchio riflesso! La paranoia nazifascista nel “fascismo degli altri”

Uno dei tratti più curiosi del neo-nazifascismo é l’uso bipolare che militanti neri e simpatizzanti più o meno consci hanno nei confronti dei termini nazismo e fascismo.

Da un lato troviamo un utilizzo in positivo in cui al termine fascismo si attribuiscono solo “cose buone”. Addirittura i militanti di movimenti neofascisti non solo definiscono sé stessi fascisti ma ne fanno apertamente un vanto, un motivo d’orgoglio.

Tuttavia in certi frangenti quegli stessi militanti che si definiscono orgogliosamente fascisti, per quanto possa sembrare sorprendente  non si fanno problemi ad usare il termine fascista come aggettivo negativo con cui etichettare altri.

Quest’uso in negativo dell’aggettivo fascista da parte degli stessi fascisti avviene quando un dato evento contiene due elementi precisi: (1) una parte in gioco più o meno di sinistra e (2) una manifestazione di forza di questa parte in gioco che i fascisti hanno dovuto subire o perlomeno fronteggiare; nei fatti o anche solo simbolicamente.

Se un evento possiede queste due caratteristiche per i fascisti la strategia più conveniente é narrarlo in chiave vittimistica semplificando cartoonescamente la narrazione in uno scontro buoni contro cattivi.

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