Niente di nuovo dal fronte orientale – perché le minacce della Corea del Nord non mi preoccupano

-l’articolo é stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale-

Pyongyang fa la voce grossa perché vuole che l’ONU lasci che costruisca il suo arsenale atomico. Ne ha bisogno perché il Paese é al collasso e possedere l’atomica é l’unico modo che ha per poter costituire una minaccia e usarla come spauracchio per ottenere maggiori aiuti economici dalla Cina.

Ad oggi nemmeno gli Stati Uniti sono veramente preoccupati. In Italia invece le minacce nordcoreane hanno avuto un risalto mediatico particolarmente elevato, se confrontato con lo spazio riservato alla stessa notizia da fonti straniere. A mio avviso questo risalto deriva semplicemente dalla noia giornalistica causata dello stallo politico seguito alle elezioni del 25 febbraio che occupa malvolentieri le prime pagine italiane da oltre un mese. Le minacce nordcoreane, per quanto improbabili, sono mediaticamente più interessanti.

Personalmente sono convinto che Pyongyang stia facendo la voce grossa principalmente per impedire che Stati Uniti ed ONU blocchino la realizzazione dei propri impianti e armamenti atomici da usare come deterrente ed in secondo luogo per consolidare l’immagine del nuovo leader. Questi i motivi della mia convinzione:

1.0 FANNO SEMPRE COSÌ

Fin dalla sua nascita, la Corea del Nord ha ripetutamente innalzato le tensioni e non ha mai fatto la voce grossa con l’intento di scatenare realmente una guerra, ma sempre per contrattare qualcosa in cambio del “non attacco”. Siamo di fronte alla replica di un copione ben rodato e gli analisti non sono stupiti.

2.0 NON HANNO I MEZZI
La Corea del Nord vive da anni in uno stato di povertà e malnutrizione: mancano cibo, elettricità e carburante. L’economia chiusa della nazione e l’arretratezza delle infrastrutture lo rendono incapace di produrre prodotti d’esportazione. Le automobili sono un lusso per pochi. La crisi alimentare ha provocato calo demografico ed un generale abbassamento della statura media degli abitanti. Le dotazioni dell’esercito sono obsolete. Uno solo dei test riguardanti missili intercontinentali é riuscito.

2.1 Economia in crisi
L’economia del Paese comunista é centralizzata per cui la ogni aspetto della gestione economico-finanziaria, agricola ed industriale viene pianificato dallo Stato. Vi sono materie prime difficilmente estraibili a causa dell’ arretratezza dei macchinari e della rete di trasporti. data la natura montagnosa del Paese il terreno coltivabile é scarso, tanto da non permettere l’autosufficienza alimentare. L’economia del Paese ha retto grazie agli aiuti dell’URSS ma con la caduta del regime sovietico il collasso é stato inevitabile e dalla dipendenza economica dall’URSS é passata alla dipendenza economica dalla Cina.
Si stima che circa il 30% del PIL venga investito nella difesa ed una % poco inferiore per l’acquisto di cibo dall’estero. Ciò rende la nazione costantemente a rischio collasso. Inutile aggiungere che in tali condizioni non é in grado di permettersi dotazioni moderne per l’esercito.

2.2 Scarsità di cibo
La nazione vive da decenni in una situazione di ristrettezze alimentari.
Il Paese é montagnoso e le aree coltivabili sono poche, per cui dipende dalle importazioni per le scorte alimentari, ma le ristrettezze economiche fanno si che la spesa alimentare influisca enormemente sulle casse dello Stato.
Il crollo dell’URSS ha provocato una grande carestia negli anni ’90 in cui si stima siano morte 1 milione di persone per fame. Ancora nel 2011 Human Rights Watch ha citato la scarsità di cibo come un problema ancora persistente che si stima toccare più della metà della popolazione. La scarsità di cibo é causa principale del bassissimo tasso di fertilità e dell’abbassamento dell’altezza media dei nordcoreani. Dopo la carestia degli anni ’90 sono giunte diverse segnalazioni sulla scarsità di cibo che ancora permane. Queste segnalazioni raramente son supportate da prove e giungono perlopiù da persone fuggite dal Paese, da “voci” che circolano al confine cinese o da nordcoreani che hanno contatti con l’esterno attraverso cellulari trafugati di nascosto o scambiandosi informazioni tramite chiavette usb che attraversano il confine attraverso contrabbandieri. Gli scenari descritti sono da film horror: da gente che muore per strada, atti di cannibalismo al commercio di foglie, cortecce e carni dei condannati a morte. Si può obiettare sull’attendibilità delle fonti ma va notato che le testimonianze raccolte sono coerenti tra loro.

2.3 Alluvioni del 2012
Le recenti alluvioni che hanno colpito la Corea del Nord nell’estate passata hanno devastato circa 65.000 ettari di terreno coltivato ed infierendo un duro colpo ad una nazione dove già il cibo scarseggia.

2.4 Un esercito enorme e indottrinato ma con armi poco aggiornate.
L’esercito é dotato di un gran numero di soldati (1 milione di soldati attivi ed 8 milioni di riservisti su 24 milioni di abitanti) ma é equipaggiato male, con armi antiquate ed insufficienti. I dati di riferimento sono scarsi e non aggiornati, ma la stima vien fatta valutando la situazione economica e le capacità industriali della nazione, e ne emerge che i numeri reali non possono essere troppo lontani dalle valutazioni. Si teme però che nell’arsenale nordcoreano vi siano armi chimiche e batteriologiche, meno costose e più letali di qualunque lanciarazzi. L’esercito nordcoreano insomma vede la sua forza nell’enorme numero di soldati perfettamente indottrinati e pronti alla guerra, nella potenza di fuoco e nelle infrastrutture difensive presenti sul territorio. La disposizione logistica delle strutture militari evidenzia il carattere prevalentemente difensivo degli armamenti nordcoreani. Tutto ciò fa supporre che un eventuale conflitto in Nord Corea, dopo una prima serie di attacchi massicci si rivelerebbe quindi una sorta di nuovo Vietnam. Va fatto pure notare che La Corea del Nord non é nuova a trucchi per confondere le valutazioni esterne: dai finti missili ai finti aerei fino alle città fasulle. Dopo la prima guerra del golfo, quando il mondo ha potuto osservare come un esercito vasto ma mal organizzato ed equipaggiato non regga l’impatto di un rivale meno numeroso ma più moderno, vi é stato un generale processo di modernizzazione degli eserciti a livello internazionale. Anche la Corea del Nord ha intrapreso la stessa strada ma l’arretratezza economica risulta castrante: solo per fare un esempio, quest’anno la Corea del Sud, che ha all’attivo mezzo milione di soldati attivi, spenderà circa 32 miliardi di dollari per la difesa; la Corea del Nord si stima che spenderà 1 miliardo. Una proporzione di 64:1

2.5 Carenza di carburante
La Nazione dipende per i rifornimenti energetici quasi esclusivamente dalla Cina. Economicamente impossibilitata ad importare i quantitativi necessari di petrolio per i mezzi militari e per i pochissimi mezzi pubblici e privati in circolazione, i nordcoreani sfruttano combustibili alternativi come il “Gas d’aria”. Le testimonianze su
Camioncini alimentati a legna non mancano. Inutile dire che, scoppiasse la guerra, senza una cospicua fornitura cinese l’esercito nordcoreano rimarrebbe bloccato dopo pochi giorni per mancanza di benzina.

2.6 Carenza di energia elettrica
Un’immagine che racconta più di mille parole é la vista notturna della Corea del Nord da satellite. La produzione di energia elettrica in Corea del Nord é assolutamente ridicola se paragonata con quella della Corea del Sud. Viene utilizzata principalmente per l’industria e per l’esercito. Nei villaggi é razionata.

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2.7 Missili a corto-medio raggio
L’esercito nordcoreano é dotato di missili scud in grado di giungere certamente in Giappone e probabilmente fino all’isola di Guam ma tutti i test sui missili tecnicamente in grado di raggiungere il continente Americano sono stati un fallimento fino al lancio di dicembre 2012. Ciò significa che la Corea del Nord ha la possibilità tecnica di lanciare un missile fino all’Alaska ma non si ha la certezza che sia in grado di gestire un lancio con precisione. Non si sa nemmeno se abbia la capacità tecnica di montare una testata atomica su uno di questi missili a lungo raggio (stime diverse ne indicano la portata tra i 6.000 e 10.000 Km)

2.8 Un solo alleato
I rapporti della Corea del Nord con i tre Paesi confinanti non sono del tutto amichevoli: la Cina oggi é il principale fornitore di cibo e beni di consumo ed é interessata a far stare in piedi il regime nordcoreano per paura che se la Corea del Sud assorbisse quella del Nord, i “vicini di casa amici dell’America” diventino troppo potenti.
Nella Corea del Sud convivono il desiderio umano di riunificazione e l’incubo economico del tracollo del regime di Pyongyang che obbligherebbe Seoul ad assorbire milioni di nordcoreani affamati e difficilmente adattabili all’economia capitalista. Con la Russia vi son soprattutto rapporti d’interesse economico ad esempio i campi di lavoro-lager in Siberia. Vi sono circa 11 miliardi di dollari di debito contratto con l’URSS dalla Corea del Nord, che non é mai stata in grado di ripagare. Tra il Giappone e la Corea del Nord vi sono relazioni minime.
Scoppiasse una ipotetica guerra in Corea del Nord, la mia ipotesi é che probabilmente la Cina gli fornirebbe aiuti (sottobanco?), gli USA parteciperebbero attivamente al fianco della Corea del Sud e la Russia si defilerebbe in attesa di accaparrarsi economicamente qualcosa dei resti.

2.9 L’atomica
La Corea del Nord ha tecnologia atomica. Ce l’ha ed é in grado di usarla a breve raggio (forse anche a lungo raggio ma, come visto sopra, non vi sono prove). Ma l’arsenale atomico é certamente esiguo se paragonato a quello americano. Lanciare una bomba atomica su un qualunque obiettivo significherebbe scatenare immediatamente la reazione dell’ONU ed una risposta armata tale da annientare per sempre il regime di Pyongyang. L’arma atomica é una moneta che va sventolata e non spesa. Pyongyang vuole l’atomica per usarla come strumento di ricatto. L’ONU non può permettere che una tecnologia tanto distruttiva sia in mano ad una Nazione ostile e belligerante. Dopo la risoluzione ONU del 2006 e quella del 2009 i test sono comunque proseguiti e l’ONU ha ripetutamente strigliato il regime nordcoreano.

3.0 LE MINACCE PAGANO, LA GUERRA NO
Minacciare un attacco nucleare – alimentare tensioni – lanciare una richiesta economica o la fine delle sanzioni – vantarsi di aver fatto abbassar la testa al leone.
La strategia di Pyongyang é tutta qui.
In quest’ottica appare chiaro che anche l’armamento atomico é inteso dalla Corea del Nord solo come deterrente ed elemento di minaccia utile solo a contrattare per il suo mancato utilizzo.
In caso di invasione della Corea del Sud il grande ma disastrato esercito nordcoreano sarebbe in grado di lanciare testate atomiche ed un massiccio attacco via terra coadiuvato da armi chimiche ma con una scarsa copertura aerea e navale. Dopodiché dovrebbe subire la risposta sudcoreana e americana, infinitamente superiore per numeri e capacità. L’aiuto cinese alla Corea del Nord sarebbe essenziale per poter portare avanti il conflitto che si risolverebbe sostanzialmente in uno scontro indiretto USA-Cina da cui la Corea del Nord uscirebbe distrutta, ma la Cina ha molto da perdere e poco da guadagnare nello scontrarsi militarmente con gli USA e probabilmente agirebbe in maniera defilata, rendendo la Corea del Nord una sorta di Vietnam. No, non esiste scenario di guerra in cui la Corea del Nord possa uscir bene da un conflitto. La Corea del Nord sa perfettamente che entrare in guerra é un suicidio. Le minacce studiate a tavolino, invece, possono tornar comodo per contrattare una riduzione delle sanzioni ONU, maggiori aiuti economici dalla Cina e un ritorno d’immagine potente per la propaganda interna.

Mappa basi aeree nordcoreane

3.1 Definizione potere Kim Jong-un
É difficile capire come funzionino veramente le stanze del potere nordcoreano. Analisti politici ed osservatori internazionali possono solo intuire e ricostruire ciò che accade all’interno del Regno Eremita. Kim Jong-un é un leader giovane e inesperto circondato da vecchi generali formati durante la guerra fredda che vivono in una nazione chiusa su sè stessa la cui popolazione é stata educata fin dalla nascita all’adorazione del leader ed all’odio verso l’America. Vi é il dubbio che non sia ben sopportato dall’elite militare e che debba dimostrare di essere un vero leader. Visibilmente sovrappeso, di aspetto e dai modi infantili, Kim Jong-un risponde ben poco anche agli standard estetici della propaganda nordcoreana e ciò potrebbe tradursi in un maggior bisogno di mostrare i muscoli. Uno degli effetti positivi (per la Corea del Nord) delle minacce, qualunque sia l’esito che avranno, sarà sicuramente l’attribuzione di forza all’immagine di Kim Jong-un.

3.2 Testa a testa con la Corea del Sud
Il 25 Febbraio 2013 é stata eletta alla presidenza della Corea del Sud Park Geun-hye la quale, nel discorso inaugurale ha criticato i test nordcoreani. Le minacce sono anche un chiaro messaggio alla Corea del Sud che viene “invitata” a farsi gli affari propri e non interferire.

3.3 Testa a testa con gli Stati Uniti
Tener testa agli USA serve alla propaganda interna, a lanciare un messaggio all’ONU, alla Cina ed alla Corea del Sud.

3.4 Cina: siamo il tuo miglior amico
La Cina aiuta la Corea del Nord perché gli fa comodo avere un cuscinetto che tra sé e l’ occidentalizzata Corea del Sud. Le minacce di Pyongyang possono esser utili anche per dimostrare alla Cina la convenienza strategica del mantenimento della Corea del Nord a sue spese e ottenere maggiori aiuti.

4.0 SEGNALI RASSICURANTI
In questa situazione sono anche dei segnali rassicuranti che manifestano il bluff delle minacce nordcoreane.

4.1 Movimenti di truppe
Ad oggi non sono stati segnalati movimenti di truppe nordcoreane. La Corea del Nord ha dichiarato di aver armato i missili e di esser pronta ad utilizzarli, ma la stampa finora non ha segnalato dispiegamenti di fanteria diversi dal solito.

4.2 Il distretto industriale di Kaesong é ancora in funzione.
Kaesong é un importante polo industriale nato come collaborazione tra le due Coree nei primi anni 2000. Si trova in territorio nordcoreano a pochissima distanza dalla DMZ: é possibile vederlo dai punti d’osservazione sudcoreani e si trova letteralmente sotto fuoco incrociato. Vi si trovano numerose industrie sudcoreane e vi lavorano circa 80.000 operai nordcoreani e poco più di un centinaio di tecnici sudcoreani (che fanno i pendolari attraversando giornalmente il “confine più pericoloso del mondo”).
Il distretto dà lavoro ai nordcoreani e fornisce manodopera a basso costo per le industrie del sud. Oltre all’importanza simbolica di questa collaborazione, il distretto é di enorme importanza economica per le disastrate finanze dellaCorea del Nord.
I sudcoreani, vedendo che nonostante le minacce di guerra Kaesong veniva mantenuta in attività, hanno ironizzato sulla contraddizione e Pyongyang ha risposto espellendo i tecnici sudcoreani dalle aziende, ma il lavoro nelle fabbriche continua comunque.
Chiudere Kaesong significa rinunciare a una grossa fetta di entrate per Pyongyang.
Finché Kaesong é attiva i rischi di guerra sono bassi.

4.3 In Corea del Sud son tranquilli
I sudcoreani non si stanno agitando. Sono abituati a sentire il “can che abbaia” del nord. La vita a Seoul e nel resto del Paese scorre tranquilla anche se l’esercito si é attivato (più per scrupolo che per convinzione).

4.4 La Farnesina non si agita
La Farnesina avverte gli italiani in Corea del Sud solo di tenersi informati sugli avvenimenti e, per precauzione, di non recarsi alla DMZ. Gli italiani residenti in Corea del Sud non hanno ricevuto nessun avviso da parte dell’ambasciata italiana.

4.4 I piani d’attacco farlocchi
Come illustrato in questo post di David Cenciotti, le foto propagandiste diffuse dalla Corea del Nord che mostrano le traiettorie dei missili che dovrebbero colpire gli Stati Uniti sono semplicemente irrealistiche sia per il tracciato che per le distanze impossibili per i missili nordcoreani

5.0 GLI STATI UNITI NON POSSONO SOTTOVALUTARE
Qualunque sia la valutazione degli Stati Uniti sulla fattibilità di un eventuale atto di guerra da parte della Corea del Nord, gli USA si son sentiti rivolgere delle minacce da parte di una nazione ostile con armi nucleari. L’installazione di missili, radar, bombardieri e la messa in allerta delle proprie armate a titolo precauzionale é praticamente d’obbligo. É automatico che chi viene minacciato da una persona armata si metta sulla difensiva e poco importa se l’arma magari non funziona e la persona é malnutrita: nel dubbio meglio prepararsi al peggio.

6.0 UN SOLO DUBBIO
Vi é un solo, unico motivo per cui la Corea del Nord potrebbe veramente essere intenzionata a scatenare un conflitto disastroso: follia ideologica.
Vecchi falchi dell’elite militare profondamente intrisi di ideologia che spingono il giovane e inesperto leader a compiere il sacrificio estremo che da decenni preparano: il colpo di coda finale prima del collasso del Paese. Un suicidio eroico.
Mi sembra uno scenario altamente improbabile.

Detto questo ritengo che l’unico fattore che potrebbe portare veramente ad uno scontro é il verificarsi di un incidente: un errore, uno scontro secondario e di poco conto che degenera. Una delle ipotesi ventilate é che Pyongyang possa effettuare un lancio di missili dimostrativo che potrebbe essere interpretato come atto d’aggressione dalla difesa antimissile sudcoreana o americana. Speriamo non accada nulla del genere.

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  1. L’invasione delle Ultrabufale | / ca gi zero / - 20 maggio 2015

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