Complessità, complicazione e l’importanza di saper scegliere

-L’articolo é stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale-

La complessità é un meccanismo fatto di mille ingranaggi la cui comprensione richiede molto tempo e fatica.

La complicazione é anch’essa un meccanismo fatto di mille ingranaggi che però potrebbe funzionare usandone solo la metà.

Non é facile capire se l’oggetto della nostra attenzione sia complesso o complicato: spesso ci appare complicato solo perché non lo abbiamo osservato bene e  la funzione di alcuni di questi ingranaggi ci sfugge, oppure perché lo osserviamo solo da un lato e di molti ingranaggi ignoriamo pure l’esistenza.

Di solito non badiamo al funzionamento delle cose finché non ci accorgiamo  (o ci sembra) che funzionano male. Solo a quel punto iniziamo ad osservare questi meccanismi ma non sempre abbiamo la preparazione adatta per comprenderli.

In questi casi le cose da fare son solo due: spendere tempo e fatica per imparare e capire il meccanismo oppure affidarsi a qualcuno che é più preparato di noi.

Viviamo in un mondo ricco di complessità e complicazioni ed una persona non può conoscerne che alcune. In un modo o nell’altro ci si ritrova sempre a doversi/volersi affidare ad altri per leggere ed interpretare quel che non riusciamo a conoscere direttamente.

Ma a chi dare fiducia? La scelta é difficile perché a volte le persone più preparate sono in disaccordo tra loro. In base a quale criterio scegliere se affidarsi all’esperto X o a quello Y? (Nb: con “esperto” non s’intende necessariamente una persona fisica. Potrebbe anche trattarsi di una teoria, un metodo di lavoro, un gruppo di persone, una filosofia)

Non c’é una risposta unica ed ogni persona é libera di affidarsi a chi ritiene sia meritevole della sua fiducia, ma il vero pericolo é quello di affidarsi non ad un vero conoscitore dell’argomento ma ad un fanfarone o peggio, ad un imbroglione. Ci sono però alcune osservazioni che possono aiutarci ad evitare di dar fiducia a qualcuno/qualcosa che non se la merita:

  1. Essere imparziale: É facile cadere nel tranello del dare fiducia a qualcuno solo perché ci ha conquistato emozionandoci, per affinità istintiva o perché ci ha messo davanti agli occhi piccole verità. Di solito si finisce nell’osannare il leader/gruppo/teorema di turno esaltandone i successi e sminuendo gli insuccessi. Per poter osservare lucidamente bisogna soprattutto fare in modo che le emozioni non prendano il sopravvento sulla ragione.
  2. Soppesare con onestà le critiche: Non esiste nulla di perfetto ed anche le migliori idee/organizzazioni/leadership hanno dei difetti più o meno evidenti. Conoscere ed ammetterne i difetti é il primo passo per soppesarne la validità. Ascolta le opinioni contrarie. Mettere in dubbio le proprie opinioni é un buon esercizio per analizzarne la validità.
  3. Osservare gli altri che vi si affidano: Cos’hai in comune con chi segue questo esperto? Queste persone hanno davvero appreso qualcosa o si limitano a dare fiducia e ripetere gli stessi concetti acriticamente?
  4. Valutare la teoria: Confronta quanto dice l’esperto con le tue conoscenze personali e con le cose che ha detto in precedenza. Una teoria contraddittoria o troppo lacunosa non può esser degna di fiducia e va studiata più a fondo o scartata.
  5. Analizzare i fatti: C’é differenza tra le parole e i fatti? La teoria applicata alla realtà funziona? I risultati, se ci sono, corrispondono alla teoria o sono solo effetti secondari? Quali effetti negativi provoca l’applicazione della teoria alla realtà?
  6. Informarsi su discendenza e riconoscimento: Che origine hanno le teorie dell’esperto? Hanno basi solide e confermate? Provengono da esperienze fallimentari? Che riconoscimento hanno al di fuori dei seguaci stessi? Ci sono teorie affini?
  7. Stile di vita: É facile osservare se l’esempio personale dell’esperto e delle persone che lo seguono sono in linea con quanto predicato. Non si tratta di fare le pulci ad una eventuale ortodossia, ma quando l’esempio personale va a cozzare con le parole diffuse c’é solo da dubitare.

Fonte d’ispirazione per il post é stato, tra le altre cose, anche questo articolo

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