Le dubbiose “Quirinarie” del Movimento cinque stelle

-L’articolo é stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale-

L’11 Aprile 2013 si svolge il voto per la scelta del candidato che il M5S proporrà alla Presidenza della Repubblica, chiamato informalmente “Quirinarie” ed annunciato con questo post. Il voto é aperto ai soli utenti iscritti al movimento entro il 31 dicembre 2012 con documento d’identità verificato.

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Il 12 Aprile 2013 Beppe Grillo pubblica questo post sul suo Blog in cui dichiara:

Le votazioni per il Presidente della Repubblica di ieri sono state oggetto di attacco di hacker. In presenza dell’ente di certificazione è stata riscontrata una intrusione esterna durante il voto e siamo riusciti a determinare le modalità con cui è avvenuto l’attacco. Abbiamo deciso di annullare quindi le votazioni di ieri e ripeterle oggi con nuovi livelli di sicurezza. Ci scusiamo per questo inconveniente e chiediamo di ripetere le votazioni. Grazie per la vostra pazienza.

Si viene pure a sapere che dal 25 marzo 2013 la Casaleggio Associati ha affidato all’ente certificatore Das Norske Veritas (DNV) la monitorizzazione dei voti online sul blog di Beppe Grillo. Tuttavia la nota dell’ente certificatore non parla di attacco hacker bensì semplicemente di una “anomalia”. La frase esatta é “L’anomalia ha compromesso in modo significativo la corrispondenza tra i voti registrati e l’espressione di voto del votante“:

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Cosa può esser successo? Gli utenti sceglievano X ma i voti andavano ad Y? Vi era un numero di voti eccessivo rispetto al numero dei votanti? Non é dato sapere, misto già lo svolgimento lacunoso delle “Parlamentarie”, il voto online che il M5S indisse per la nomina dei propri parlamentari, i dubbi sullo svolgimento delle “Quirinarie” sono più che legittimi. Di conseguenza, lo scarto tra le caute affermazioni dell’ente certificatore e le forti accuse di Grillo non ha fatto che aumentare dubbi ed alimentare speculazioni. Il dubbio principale sull’annullamento del voto é che le anomalie  siano imputabili alla gestione dei dati da parte della Casaleggio Associati e non ad un attacco esterno. Sono molti i dubbi di carattere tecnico in cui si mettono pure in dubbio le capacità della DNV, non essendo una società di sicurezza informatica, oltre alla difficile attribuzione dell’origine dell’eventuale attacco . Si ripropongono pure gli stessi problemi segnalati per le “Parlamentarie” come la possibilità di votare due volte.

Le reazioni del web, tra l’incredulo e l’ironico sono scatenate e tra una battuta e l’altra qualcuno lancia pure la teoria secondo cui “il voto sia stato annullato volontariamente da Grillo e Casaleggio perché il risultato non era gradito”. Viene criticata la piattaforma che non utilizza software libero e c’é chi annuncia di aver saputo bypassare i deboli controlli del M5S ed esser riuscito a fare voti multipli, il che scatena altri dibattiti e prese in giro, tra cui non mancano voci di molti che ritengono il tutto, se non una montatura, perlomeno una grossa esagerazione basandoci principalmente sul fatto che mancherebbe un movente. Il responsabile della comunicazione del M5S pubblica questo post in cui curiosamente afferma:

 Il processo avrebbe dunque dimostrato di essere inaffidabile? Direi piuttosto il contrario: il processo ha dimostrato di non avere ceduto di fronte ad un’aggressione esterna e, dunque, di essere sostanzialmente affidabile.

Il M5S quindi sostiene quindi che “siccome un ente terzo ha invalidato il voto, il sistema é affidabile” (virgolettato mio). Ragionamento curioso che equivale a dire “siccome la motorizzazione non mi ha rinnovato il libretto la macchina va bene”.

Il 12 Aprile viene ripetuto il voto delle Quirinarie: dalle ore 12 alle 21. Il risultato del voto online viene annunciato a mezzogiorno del giorno dopo con questo post:

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Il numero di persone aventi diritto di voto (48.282) é stato dichiarato chiaramente il giorno dopo il voto, ma non viene detto quanti di questi abbiano effettivamente votato. Non viene comunque indicato quanti voti hanno ricevuto i singoli nomi né vengono forniti altri dati oltre a quelli riportati. Per quel che se ne sa, uno di questi nomi potrebbe anche aver preso più voti di tutti gli altri messi assieme: ancora una volta, i dati vanno accettati sulla fiducia. Nel post vien pure detto che “Anche ieri sono stati effettuati numerosi attacchi al sito, così come nel giorno precedente, ma non è stato possibile alterare la validità dei voti”. Non si parla di “tentativi d’attacco” ma di veri e propri “attacchi”, dacché se ne dedurrebbe che sono andati a buon fine. Più inquietante é l’affermazione finale: “non é stato possibile alterare la validità dei voti” non significa che i voti non sono stati alterati, ma significa che se anche sono stati alterati, é avvenuto in modo tale da non far scattare l'”annullamento tecnico” da parte dell’ente certificatore. In altre parole: “Ci sono state evidenti manipolazioni del voto ma l’ente certificatore non ha potuto renderlo nullo”. Perla finale: manca del tutto la dichiarazione dell’ente di controllo che dovrebbe certificare la corretta esecuzione del voto online.

Nei giorni successivi alla presentazione dei risultati vengono nuovamente esposti gli stessi dubbi già citati sopra, cui il M5S continua a replicare con la solita retorica o glissando le domande facendo buon viso a cattivo gioco. Si aggiungono però le critiche ai nomi scelti: Beppe Grillo é ineleggibile in quanto condannato per omicidio colposo, Emma Bonino viene ritenuta da alcuni militanti M5S “troppo istituzionalizzata”, Gino Strada si dichiara non interessato a ricoprire la carica di Presidente della Repubblica, così come anche Romano Prodi. Attorno al nome di Prodi ruotano le maggiori perplessità: il suo nome era stato citato come una delle forti preferenze tra gli iscritti al M5S pochi giorni prima delle “quirinarie” ma la cosa stupisce alquanto poiché é stridente la contraddizione di un movimento autodefinitosi rinnovatore, rottamatore ed antieuropeista ed antipolitico che però vota uno dei nomi storici della politica di sinistra, europeista e già primo ministro.

In ogni caso, che si sia trattato di attacchi hacker (come dice Grillo) o difetti del sistema di gestione del voto (come dicono i critici del M5S), quel che é certo é che le parole stesse di Beppe Grillo dimostrano quanto i dubbi sui risultati delle “Parlamentarie”  (all’epoca non monitorato da ente terzo) siano fondati.

Aggiornamento:

23 Aprile 2013: Con questo post sul suo blog Beppe Grillo pubblica i risultati del voto online delle “Quirinarie” tenutosi il 11 giorni prima dichiarando anche il numero di votanti effettivi (28518 su 48292 aventi diritto):

– Gabanelli Milena Jole: 5.796
– Strada Luigi detto Gino: 4.938
– Rodota’ Stefano: 4.677
– Zagrebelsky Gustavo: 4.335
– Imposimato Ferdinando: 2.476
– Bonino Emma: 2.200
– Caselli Gian Carlo: 1.761
– Prodi Romano: 1.394
– Fo Dario: 941

I dati vanno presi sulla fiducia, mancando la nota dell’ente certificatore della corretta gestione del voto tenutosi sul server di Casaleggio. Viene così data risposta parziale alle innumerevoli richieste di trasparenza giunte da più parti, ma desta sorpresa la lentezza del processo online (maggiore che negli spogli manuali) così come rimangono irrisolti i dubbi sulla gestione imparziale dei voti.

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