Messaggi striscianti: discorso sul linguaggio di Striscia la Notizia

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-L’articolo é stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale-

Dal 1988 ad oggi la forma di Striscia la notizia ha avuto una sua evoluzione: sono cambiati canale e durata, presentatori e veline, maschere e personaggi, rubriche e tormentoni, ritmi e colori, scenografie e suoni. Alcuni dei suoi elementi sono stati accentuati o attenuati a seconda del periodo.

Ciò che invece non é mai cambiato sono il suo linguaggio e la struttura di base: due presentatori che introducono servizi preregistrati, in molti dei quali vi é un inviato che interpreta un personaggio o una maschera, il tutto presentato in una cornice che mima la struttura di un telegiornale con rubriche ricorrenti e momenti fissi, col contorno delle veline, del Gabibbo e la televendita.

Lo show gioca sulla propria natura ambigua di “spettacolo mascherato da telegiornale” e “telegiornale mascherato da spettacolo”, mettendo sullo stesso piano politici, soubrette, truffatori da quartierino, amministrazioni comunali, personaggi dello spettacolo e disservizi quotidiani, livellando il tutto in un’unica coloratissima giostra facilmente digeribile da chiunque.

I grandi problemi trovano poco spazio in Striscia e quando accade sono riportati ad un livello minimo, quasi infantile o rappresentati in maniera stereotipata. Per intenderci: le questioni internazionali in Striscia non sono più le relazioni tra Italia, Germania e America, ma diventano quasi questioni personali tra “il Cavaliere”, “la Culona” e un Obama dalla parlata da buffo cowboy*. Non siamo di fronte ad una semplice rappresentazione caricaturale di tre persone reali: in Striscia le caricature sono personaggi a sé stanti che vengo dipinti e appiccicati sulla realtà.

[* é interessante notare come Striscia dipinga sempre alla stessa maniera i presidenti americani]

C’é questa differenza sostanziale tra la vignetta di un quotidiano e Striscia la notizia: la prima é dichiaratamente una visione critica e parziale; Striscia invece plasma la realtà in un’unica enorme vignetta e trasmette l’idea (falsa) che questa vignetta sia la corretta rappresentazione di come stiano le cose, anche se ironica e sintetizzata.

Ma non si tratta semplicemente di facili umorismi: c’é sistematicità nel metodo di Striscia. Una sistematicità fatta di ripetizioni costanti, ribaltamenti di significato tra senso e nonsense e l’utilizzo di immagini fortemente iconiche e significanti, sia visive che verbali.

Non si tratta di metodi nuovi, né Striscia é la prima o l’unica ad utilizzarle, ma é certo la trasmissione  italiana che per successo, capacità, e forza mediatica, le utilizza nel modo più prorompente. Rigirare tanto abilmente il senso di una parola o di un’immagine, riuscendo a far giungere allo spettatore un concetto ma facendogli credere che che si stia dicendo l’esatto contrario é un’arte sopraffina in cui non tutti sanno destreggiarsi. Qui si dimostra la grandissima abilità di Antonio Ricci.
Il gioco di specchi prosegue pure al di fuori della trasmissione quando ad esempio vengono rivolte a Striscia osservazioni o critiche non gradite: la risposta é solitamente una “mossa di judo verbale” che mira ad abbattere l’ avversario (colui che ha fatto la critica) usando le sue stesse armi con un’intelligente mix di realtà, nonsense e nonsense-apparente che rigirano la frittata.

Doppia anima

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Una puntata di Striscia contiene solitamente tra i 5 ed i 7 servizi grossomodo strutturati e distribuiti così:

  1. Inviato scherza su personaggi pubblici o li prende in giro
  2. Denuncia di un truffatore / abuso edilizio / spreco di denaro pubblico / malasanità
  3. Montaggio in studio che ironizza su personaggi pubblici.
  4. Disservizi quotidiani / problemi domestici
  5. Allerta consumatori / come fare / spiegoni
  6. Carrellata ironica di sketch e commento di riprese provenienti da altre trasmissioni

Che, osservati in base alla tipologia, risultano essere:

  1. GOSSIP/POLITICA
  2. DENUNCIA
  3. GOSSIP/POLITICA
  4. DENUNCIA
  5. DENUNCIA
  6. GOSSIP/POLITICA

E’ facile osservare come i servizi di Striscia sono riducibili fondamentalmente in due generi distinti: (1) I servizi di denuncia e pubblica utilità. (2) I servizi di Gossip e Politica. I due tipi di servizio giocano ruoli diversi all’interno del programma e vanno osservati distintamente. Vedremo poi come i due tipi di servizio interagiscano fra loro ed il perché rappresentino appieno la doppia anima della trasmissione.

I Servizi di denuncia

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I servizi di denuncia hanno un’importanza fondamentale per Striscia perché é proprio grazie a questi che si crea nel pubblico l’immagine di “Striscia difensore della giustizia”. La caratteristica principale di questi servizi é che invece di limitarsi ad una semplice presentazione dei fatti, gli eventi vengono raccontati al pubblico come una “storia da raccontare” dove c’é sempre, anche se in maniera stilizzata, lo scontro tra il personaggio buono con il cattivo di turno.

GLI INVIATI Gli inviati di Striscia la notizia sono caratterizzati dall’essere tutti a loro modo dei personaggi, ognuno con un ruolo fisso e una maschera/identità ben definita. Gli inviati sono i veri protagonisti dei servizi poiché non si limitano a segnalare e denunciare malaffare e disservizi ma, con la loro presenza iconica, assurgono a rappresentanti del bene che si oppone al male denunciato (hanno gioco facile nell’esser ritratti come “buoni”, grazie soprattutto al tipo di “cattivi” su cui si scagliano, ma ci arriviamo tra un po…). La riproposizione costante degli stessi personaggi nel medesimo ruolo del “buono che prende le posizioni del debole spettatore” aiuta ad attribuire agli inviati, e per estensione a Striscia, una grande autorevolezza: rivedendo per l’ennesima volta l’inviato buono che si batte sempre contro i cattivi si da per scontato che anche il prossimo contro cui si batterà sarà certo un personaggio cattivo. Come in ogni racconto lo spettatore s’identifica nel personaggio e lo vede come rappresentanza di sé. Come in ogni racconto, l’autore fa si che il personaggio in cui lo spettatore si é identificato indirizzi l’opinione dalla sua parte.

SFRUTTARE LA VERITA’ I servizi di denuncia di Striscia riguardano sempre problemi reali con una spiccata preferenza per quelli in cui spicchi un aspetto tangibile o un argomento fortemente sentito (un edificio abbandonato, una strada dissestata, malasanità ecc). Nei servizi di denuncia, insomma, Striscia dà risalto a problemi e disservizi oggettivamente veri. Ma come vedremo più avanti la fiducia che Striscia guadagna coi servizi di denuncia verrà poi sfruttata e rigirata nei servizi di GossipPolitica. Si tratta di un primo metodo di sfruttamento della verità: si ottiene fiducia urlando tante verità oggettive per poi diffondere attraverso le risate la propria verità di parte su altri argomenti.

GIUSTIZIA Striscia insiste nel descrivere gli argomenti che denuncia come ingiustizie. Ciò che Striscia mostra al pubblico nei suoi servizi di denuncia difatti non si limita ad essere un abuso, un imbroglio, un ladro, uno spreco o un pericolo: é soprattutto un’ingiustizia e se la cosa denunciata é un’ingiustizia va da se che chi la espone denuncia é per forza di cose nel giusto. Insistere sul concetto di ingiustizia serve proprio a riaffermare continuamente l’idea che Striscia ed il suo pubblico sono i giusti. L’inviato buono che rappresenta gli spettatori buoni e che nell’atto stesso di denunciare, fa cosa buona e giusta. Come visto prima, nei servizi di denuncia Striscia non inventa balle ma racconta sempre delle verità indiscutibili (gli edifici abbandonati sono davvero sprechi di denaro pubblico / i truffatori denunciati sono chiaramente delle persone meschine) che nessuno può negare. I servizi di denuncia di Striscia, all’interno dell’economia del programma, servono proprio a diffondere e mantenere vivo il messaggio Striscia=Giustizia.

I TIPI DI DENUNCIA I servizi di denuncia di Striscia riguardano principalmente questioni che rientrano nelle realtà locali (si spazia dai dipendenti pubblici assenteisti alle responsabilità dell’amministrazione regionale), truffatori e furbetti di vario genere e disservizi. In qualche occasione Striscia ha anche trattato anche casi di maggior rilevanza come lo scandalo della Missione Arcobaleno e il caso dell’uranio impoverito, o imbrogli su scala nazionale come quella della Tucker e il caso Vanna Marchi; si tratta tuttavia di casi eccezionali: il maggior numero di servizi di denuncia é relativo a casi di minore entità come:

  • Truffatori della porta accanto
  • Abusi edilizi
  • Inquinamento
  • Malasanità
  • Inquinamento ambientale
  • Disservizi di vario tipo
  • Abusi sugli animali
  • Barriere architettoniche
  • Imbrogli televisivi

E’importante che l’oggetto della denuncia sia sempre qualcosa che lo spettatore senta come vicino a sé, reale e tangibile. La caratteristica comune dei servizi di denuncia di Striscia consiste nell’essere tutti mitragliate sul pianista: Striscia denuncia l’indifendibile, il palesemente sbagliato, il facilmente attaccabile. Nessuno oserebbe mai mettere in dubbio che quel truffatore del quartierino sia un delinquente, né che quell’aeroporto incompiuto sia uno spreco o che quel caso di malasanità sia tollerabile: colpendo il delinquentello, sparando in maniera generica contro “la burocrazia” o prendendosela con il direttore di un ente malgestito Striscia ha gioco facile in ciò che solitamente si riassume in “fare il forte con i deboli“, beninteso che qui “deboli” va inteso in senso mediatico, ossia mediatamente deboli, indifendibili.

IL RAPPORTO COL PUBBLICO Non va sottovalutata la potenza del rapporto diretto con gli spettatori: a differenza di un telegiornale, Striscia intrattiene un rapporto diretto con il proprio pubblico: chiunque può contattare la redazione di Striscia per segnalare un torto che ha subìto, un caso di malasanità, un edificio pubblico pericolante o una truffatore locale e la redazione risponde mandando uno dei suoi inviati a denunciare la situazione in tv. La trasmissione lo evidenzia indicando chiaramente l’indirizzo mail ed il numero verde prima della pubblicità e non di rado nei servizi vengono mostrate le stesse persone che hanno chiamato Striscia o “gli abitanti del quartiere” che, compatti, accolgono l’arrivo dell’inviato come una piccola festa. Ciò, oltre a creare un rapporto di vicinanza e partecipazione che un telegiornale normale non può nemmeno sognarsi, trasmette la forte immagine di “Striscia Supereroe” che basta chiamare ed arriva a difenderti. Basta una mail.

LE CARATTERISTICHE DEI SERVIZI DI DENUNCIA I servizi di denuncia di Striscia rispettano tutti determinate caratteristiche:

  1. Esporre un caso indiscutibilmente deplorevole che deve scandalizzare lo spettatore.
  2. Identificare con certezza il colpevole (il cattivo) oppure la figura a cui attribuire la responsabilità del risolvere il problema.
  3. Assaltare il cattivo esponendolo alle telecamere o rivolgersi indignati all’ente che deve risolvere il problema, specie se il cattivo non é chiaramente identificabile o é troppo scomodo/pericoloso attaccarlo.
  4. Giungere al lieto fine, che si ottiene proprio con la messa in ridicolo del cattivo o con la manifestazione d’indignazione dell’inviato che entrando in sintonia col pubblico lo appaga con un senso di vicinanza.

I servizi-denuncia di Striscia sono ad un sol tempo denuncia, processo e verdetto di colpevolezza di un “cattivo” ben identificabile che viene affrontato dall’inviato “buono”. Se il problema denunciato non si risolve all’interno del servizio (non si sa chi accusare o si tratta di una questione su cui “i responsabili stanno lavorando”) Striscia ritorna una seconda, terza volta sul luogo o si limita ad esporre disappunto. Dimostrando di “non dimenticare”, Striscia rafforza la propria immagine di paladino della giustizia ed il pubblico non può che sentire Striscia ancora più vicina a sé. Striscia non fa inchieste approfondite, non tratta situazioni troppo ingarbugliate, non tocca argomenti d’importanza nazionale o troppo scomode per Mediaset (quando capita sono piccole faide interne tra Striscia ed altri programmi) e non espone situazioni ambigue, ma nei rari casi in cui questo succede si limita a citare l’argomento senza andare veramente a fondo oppure ne riporta solo gli aspetti di più immediata comprensione. I servizi che attraggono maggiore attenzione però, sono soprattutto quelli in cui il cattivo viene messo alla gogna. La fama di Striscia la notizia paladina di giustizia si regge principalmente su questi servizi-gogna che attaccano miserrimi e indifendibili imbroglioni da quattro soldi, truffatori, cartomanti, medici senza licenza, furbetti della porta accanto, maltrattatori di animali e aziende truffaldine che non hanno scusanti per il loro comportamento. Quando Striscia denuncia non c’é spazio per il dubbio: l’inviato rappresenta sempre il pubblico (il bene) mentre il denunciato é sempre un cattivo (il male). Bianco e nero senza sfumature. I servizi di denuncia, pur mantenendo continuità di stile e di linguaggio con il resto della trasmissione, presentano anche, ma solo in parte, i tratti distintivi dei servizi di GossipPolitica (vedi sotto) e della diretta in studio.

Rispetto al primo tipo di servizi (quelli di denuncia), i servizi che trattano di gossip e politica rappresentano la vera anima di Striscia, ossia una giostra di caricature verbali e visive in cui, come si diceva all’inizio, i calzini spaiati di un senatore fanno notizia come il crack di un ente finanziario. Non si contano i servizi incentrati su lapsus, sbadigli e piccoli tic di personaggi pubblici. Nei servizi di Striscia si intersecano alla perfezione tutti i principali tratti distintivi della trasmissione.  Ciò significa che per comprendere come sono realizzati i servizi di GossipPolitica bisogna prima comprendere i tratti distintivi di Striscia.

I servizi di Gossip e Politica

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Innanzitutto va osservato che il solo fatto di trattare allo stesso modo presentatori tv, politici, tronisti e letterati é già di per se spiazzante, poiché ciò sminuisce ogni tipo di discorso serio portando tutto allo stesso livello (il tronsita di turno, il presidente americano, il truffatore della porta accanto… stessa roba) generalizzando qualunque cosa in un’unico polverone, ma poi Striscia rigira spesso la frittata dando risalto a questioni assolutamente minori (lo starnuto, la macchia sulla camicia) trattandole quasi come fossero più importanti di una riforma finanziaria: é uno strambo e rapido susseguirsi di immagini diverse che ricorda un gioco di prestigio o come il gioco delle tre carte in tu hai solo l’illusione di poter vincere, ma vince sempre il banco. Spiazza anche il fatto che politici e personalità dello spettacolo vengono riproposti nello stesso ruolo dei “cattivi” dei servizi di denuncia: é il caso dei vip che Valerio Staffelli deve rincorrere per consegnare il Tapiro d’oro, così come i vip che non vogliono assecondare gli inviati-maschere con le loro domande-affermazioni. Nei servizi di Gossip e Politica il rapporto con il pubblico é meno intenso rispetto a quello osservabile nei servizi di Denuncia, ma la giostra é qui talmente vorticosa che nessuno se ne accorge. Qui vengono messi in campo  in combinazioni molto diverse fra loro tutti i tratti distintivi della trasmissione, su cui bisogna spendere qualche parola.

I tratti distintivi sono un po gli ingranaggi dei meccanismi di Striscia. Come le parti diverse di un motore, questi tratti distintivi non funzionano ognuno da sé: funzionano collaborando tra di loro. Ciò significa, ad esempio, che é impossibile capire i tormentoni senza conoscere il nonsense e la ripetitività ossessiva. Ma significa anche che é  impossibile spiegare il nonsense e la ripetitività ossessiva se non si conoscono i tormentoni. I tratti distintivi descritti di seguito vanno intesi sempre come un tutt’uno che funziona assieme, come i meccanismi di un orologio che lavorano in sincrono. Proprio come quando si smonta un orologio, non importa quanto piccolo e compatto: smontandolo ci si ritrova con il tavolo pieno di decine e decine di meccanismi che all’apparenza sembrano quasi tutti uguali ed in cui non é possibile capire a cosa serve un meccanismo se non si conoscono gli altri. La cosa però si complica perché il meccanismo di Striscia non é un meccanismo banale che, come un orologio o un automa, fa sempre la stessa cosa nello stesso modo: é piuttosto un meccanismo vivace e vitale che usa mille mosse come un lottatore di Kung-Fu. In effetti i tratti distintivi di Striscia sono forse più simili alle mosse di un lottatore che a volte sono usate in un modo ed a volte nel modo opposto. Ma se Striscia é come un lottatore di Kung-Fu si tratta di un lottatore abilissimo nelle mosse false, che ti fa credere di star facendo un tipo di mossa ed invece ne sta facendo una del tutto diversa. Un lottatore abile che rifila i propri colpi con tale velocità da non permetterti di capire neanche cosa sta succedendo. Un lottatore che si può affrontare solo studiandone in anticipo le mosse.

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IMMAGINI MENTALI E PAROLE SVUOTATE A grandi linee si può dire che l’umorismo di Striscia é basato principalmente su immagini caricate di significato e parole private di significato. Facciamoci caso: anche quando vien fatta una battuta in studio, questa é sempre fatta in modo da trasmettere allo spettatore un’immagine mentale. Si può osservare ad esempio il discorso d’ingresso della puntata del 11 Febbraio 2014: le immagini descritte dalle parole di Ezio Greggio sono:  “Politici svampiti / Monti vampiro / Berlusconi mandrillone” (le immagini sullo sfondo ribadiscono quanto già illustrato dalle parole) .  Interviene poi Enzo Iacchetti che invece gioca con altri linguaggi con una innocua e gag che ruota attorno a “poeti timidi”, “Lapo-Esiola”, “Pulcino Pio”. L’umorismo di Iacchetti, (giocato principalmente su continue battute e gag prive di significato reale), i tormentoni e le immagini mentali usate in Striscia sono talmente chiare da poter esser digerite anche da un pubblico di bambini.

SEMPLIFICARE, RIDURRE, DARE CERTEZZA La realtà descritta da Striscia é sempre a tutto tondo: non esistono dubbi o incertezze. la realtà descritta da Striscia é sempre certa. Ciò avviene spesso grazie a drastiche semplificazioni che tagliano aspetti importanti dei fatti trattati. Anche qui non si tratta di una semplice “semplificazione per riassunto”: servizio dopo servizio, battuta dopo battuta, é facile osservare come vi sia una certa presa di posizione sistematica non solo in ciò che vien detto ma anche in ciò che non viene detto da Striscia.

PERSONIFICARE / SPERSONIFICARE In Striscia, con diversi metodi, ogni cosa viene riportata ad una qualche persona. Come già visto nei servizi di denuncia (“bisogna sempre identificare il cattivo o qualcuno che si assuma la responsabilità di epurare la colpa”), anche nei servizi di Gossip e Politica bisogna sempre dare un nome e un volto a qualunque cosa. I successi di Forza Italia non sono successi di Forza Italia, ma successi di Berlusconi. Le sconfitte di Forza Italia non sono sconfitte di Forza Italia ma colpa di Alfano, Brunetta, Mussolini (Alessandra, non lvi)… Difficilmente l’immagine della realtà che fuoriesce dai servizi di Gossip e Politica contiene il concetto di “gruppo” o “lavoro di squadra” e quando capita é spesso utilizzato in modo dispregiativo: “comunisti, progressisti, radical-chic”

NONSENSE E FINTO-NONSENSE Il “gioco” di Striscia é un gioco di specchi in cui si alterna nonsense reale a nonsense apparente rimescolando le carte su diversi livelli col ribaltamento delle parole e delle immagini e l’ossessivo concentrarsi su dettagli minori  elevati a notizia. Ci sono battute e servizi di Striscia che oggettivamente di per sé non significano proprio nulla. Altri sembrano non voler dire nulla ma in realtà trasmettono un messaggio sottinteso e molto chiaro. Molte immagini non significano nulla di per sé, ma acquistano significato grazie alla continua ripetizione ossessiva. Questa maestrìa Antonio Ricci la dimostra splendidamente anche quando, interrogato a proposito, gioca su più livelli di significato portando abilmente discorsi importanti ad un livello comprensibile, per poi riportarli ad un livello altamente intellettuale, ma di segno opposto (Confusi? Ma noooo… é tutto molto più semplice di quel che può sembrare!!! Continuate a leggere…). Elementi ricorrenti di questo gioco di NonSense e FintoNonSense sono i tormentoni, la ripetitività, le immagini caricaturali ed i finti oggetti d’interesse.

FINTI OGGETTI D’INTERESSE Il calzino strappato, il dito nel naso, il lapsus, la macchia sulla camicia. I finti oggetti d’interesse sono tutti quei dettagli che Striscia usa per imbastire servizi di GossipPolitica apparentemente nonsense. Allo stesso modo i finti oggetti d’interesse possono essere una singola parola estrapolata da una frase su cui si concentra l’attenzione tralasciando il senso generale di ciò che si sta dicendo. In sostanza i finti oggetti d’interesse sono sempre elementi usati per catturare l’attenzione e poi spostarla altrove con Nonsense o FintoNonsense

GIOCARE SUI SIGNIFICATI Prendiamo l’esempio delle veline di Striscia la notizia: il loro scopo all’interno del programma é quello di fornire un intervallo sexy che genera attrazione negli spettatori maschi. Punto. Tuttavia, quando interrogati a proposito dell’immagine della donna che le veline trasmettono, autori e conduttori hanno sempre negato che l’immagine delle veline fosse quello di donna oggetto dando spesso risposte che giocavano sulla parola “donna oggetto” o sul concetto di satira e parodia. Risposte del tipo “Le Veline di Striscia la Notizia sono una parodia della donna nello spettacolo”   o  “Le veline sono una caricatura delle donne-oggetto”  che a qualcuno potrebbe anche sembrare una risposta sensata ma a guardar bene, dire che delle ragazze il cui unico scopo é esser carine e sculettare é una parodia della donna-oggetto televisiva é come a voler dire che, per assurdo,  “mostrare in tv un assassinio in diretta é la parodia degli assassinii mostrati in diretta tv”.  (NB: anche se le dichiarazioni sono state fatte al di fuori della trasmissione il linguaggio é assolutamente quello di Striscia)

SPOSTARE L’ATTENZIONE Spostare l’attenzione é banalmente il modo per deviare da un argomento per passare ad un altro, per non dire niente e chiudere la faccenda con una battuta nonsense. Di solito si sposta l’attenzione per scansare argomenti che si vogliono evitare. In Striscia a volte, si gioca con maestria tirando in ballo proprio questi argomenti ma spostando subito l’attenzione su altro. Capita per esempio quando una notizia contraria a Berlusconi é sulla bocca di tutti. A Striscia non eviteranno di tirarla in ballo, ma con un’abile mossa sposteranno l’attenzione su altro o la rigireranno in positivo. Per osservare invece alcuni semplici esempi di spostamento dell’attenzione si possono osservare alcune degli esempi di dichiarazioni di Striscia sulla responsabilità culturale della televisione nella diffusione dell’immagine della donna-oggetto.

  • Nella trasmissione ci sono state conduttrici donne che vedevano le veline con simpatia (si sposta l’attenzione sulla relazione conduttrice-veline senza parlare davvero dell’argomento).
  • Oppure potrebbe ricordare l’esperienza dei velini e del mancato gradimento del pubblico (Sposterebbe l’attenzione sul fatto che “la figa vende di più” senza parlare davvero dell’argomento)
  • Ci sono altre trasmissioni che magari vengono trasmesse in orari precedenti ed in cui magari le soubrette sono più scosciate. (Si sposta l’attenzione sul fatto di non essere l’unico a proporre lo stesso modello di donna senza parlare davvero dell’argomento)
  • In un’occasione Ricci ha dichiarato «Se io avessi inventato le Veline sarei Dio. Essendo io solo un pontefice, ho soltanto dato un nome alla bionda e alla mora di Pippo Baudo» (Ha spostato l’attenzione sul fatto che altri prima di lui hanno proposto gli stessi modelli di donna, senza parlare davvero dell’argomento)

TORMENTONI Uno degli elementi più noti di Striscia sono i suoi tormentoni. Si tratta di frasi o singole parole che vengono ripetute continuamente e che generano divertimento perlopiù per la loro assurdità. Solo alcuni di questi tormentoni sono giochi di parole o battute vere e proprie: nella maggioranza dei casi sono solo frasi e parole che fanno ridere perché possono essere (1)  completamente slegate dal contesto (2)  recitate in modo assurdo (3)  un appuntamento fisso tra conduttore e spettatore.

  • Bene bene bene, bene bene, bene bene!
  • Co co co co cooome va?
  • Sembra paranormale maaa… badaben badaben… é normale!
  • Non stiamo parlando mica di bau bau, micio, micio!
  • Sarà vero? Sarà falso? Sarah Ferguson?
  • …di cui abbiamo una diapositiva…
  • Sono ragaaaaaaazzi!
  • Biro Biro!

Il tormentone può diventare un “gioco” tra conduttore e spettatore anche facendo mirate eccezioni contestualizzandole ad una battuta o un servizio. Il tormentone serve anche a creare continuità tra una puntata e l’altra diventando “evento” da seguire: i tormentoni, difatti, cambiano di stagione in stagione. Quale sarà il tormentone di Striscia di quest’anno? Ma il mezzo principale attraverso cui si riesce a trasformare una frase come “Sono ragaaaaaaazzi!” in una sorta di “slogan da ripetere tutti assieme” é, oltre alla bravura del conduttore nel dirla in modo buffo, la ripetitività. E’ solo perché viene ripetuta spesso che diventa un tormentone! Se il conduttore dicesse un volta soltanto “Sono ragaaaaaaazzi!” come la chiameremmo: battuta? No, perché non dice nulla di umoristico: sarebbe solo una frase detta in modo buffo, perché “Sono ragaaaaaaazzi!” non é una battuta che dice qualcosa che ci fa ridere: fa ridere perché é detta in modo buffo e viene ripetuta spesso. Il tormentone di Striscia fa ridere perché abbiamo imparato che quando vien detto il tormentone é un momento in cui dobbiamo ridere. Fondamentalmente i tormentoni di Striscia sono tormentoni vuoti.

RIPETIZIONE OSSESSIVA Uno dei meccanismi sfruttati con intelligenza da Striscia é proprio la ripetitività: puntata dopo puntata le battute dei conduttori ed i servizi di Gossip e Politica martellano continuamente per le stesse frasi ed immagini (reali e verbali) fissandole nella mente dello spettatore. La ripetitività é tale da far fissare nella memoria frasi ed immagini che non sempre fanno piegare dalle risate lo spettatore ma che, inserite in un contesto clownesco e con l’aiuto dalle risate registrate, viene percepito comunque come “simpatico”. E’ il meccanismo usato per i “tormentoni vuoti”, con la grande differenza che se il “tormentone vuoto” non contiene alcuna informazione, l’immagine (reale e verbale) che Striscia applica ai personaggi politici e dello spettacolo, non é affatto neutrale. Attraverso la ripetizione ossessiva di immagini nonsense si riesce a far si che queste acquistino significato. Per esempio, se un certo politico viene mostrato sempre, solo e soltanto quando fa delle gaffes,  si può far passare il messaggio “é un pasticcione”.  Come vedremo più avanti é assolutamente geniale il gioco di specchi di Striscia: prima una frase chiaramente senza senso, poi un’innocua battuta che non fa male a nessuno ed infine una battuta che trasmette un messaggio allo spettatore senza che se ne accorga

DOMANDE-AFFERMAZIONI La pratica di fare domande che in realtà sono già una presa di posizione é un’altra delle tecniche molto usate in Striscia: un inviato (solitamente una maschera) dice delle cose al vip di turno sotto forma di domande alle quali non é possibile rispondere senza farne una polemica. Chi viene “intervistato” da Striscia può solo sorridere, ammettere le proprie “colpe” e rispondere come l’inviato vuole. Non esiste che qualcuno sbugiardi l’inviato rovinando il meccanismo preimpostato Striscia= buono e giusto vs. Personaggio cattivo e ingiusto.

IMMAGINI CARICATURALI Torniamo un attimo sulle immagini mentali usate in Striscia: come abbiamo visto si tratta dell’applicazione di fortissime immagini su politici e persone dello showbiz. L’immagine caricaturale non é un disegno o un fotomontaggio, ma é il modo in cui Striscia ritrae qualcuno. Per esempio in Striscia Emilio Fede é descritto sempre come il “cagnolino abbaiante di Berlusconi”. Ad un’occhiata superficiale possono non sembrare troppo diverse da quelle usate anche da altri comici. In realtà laddove altri comici cercano di puntare l’attenzione su alcune caratteristiche che vuole criticare di un politico, Striscia invece prende alcune caratteristiche iconiche identificabili, le usa per dipingere un personaggio con le fattezze del  politico originale e gliele appiccica addosso. Paragoniamo ad esempio l’imitazione di Renzi fatta da Maurizio Crozza e la caricatura di Renzi proposta da Striscia. Il Renzi di Crozza é semplicemente un bamboccio che esegue gli ordini di Bersani. Il Renzi di Striscia invece é “Mr. Bean / Mr.Fiorentean”, un “giovane inesperto”, un “furbastro democristiano” che “ne approfitta”, che non vuol far “arrabbiare Napolitano”, che “per incontrare sederona Merkel si porta appresso sederino Boschi”. Lo vediamo nei panni di un cameriere in fila per stringere la mano alla “Regina Merkel”. Le immagini caricaturali di Striscia sono create basandosi su similitudini fisiche (Bersani-Gargamella),  puntando il dito sul background della persona (Formigoni-prete),  su tic, modi di fare e abitudini (D’Alema-FuFu) o un mix di tutto ciò (Prodi mortadella ciclista sonnolento). La caratteristica delle caricature di Striscia sta nel fatto che queste non si limitano ad essere una presa in giro della persona poiché l’immagine che viene applicata acquisisce una vita propria grazie ad un abile uso di apparente nonsense. In sostanza Striscia prende le persone reali e le trasforma in personaggi che ripropone più volte nello stesso ruolo: un politico “traditore” verrà presentato come traditore per molto tempo affinché il messaggio sia ben recepito. Non esiste che in Striscia oggi si dica “Tizio qui ha fatto bene ma qua ha fatto male”: la realtà é in bianco e nero. In un servizio del 17 Gennaio 2013, partendo da delle goccioline sangue riprese sul colletto di Casini (che forse si era tagliato con la lametta da barba?), Striscia le trasforma nel sangue del Vampiro-Monti che ha dissanguato il succube Casini soggiogandolo alla sua volontà. L’immagine trasmessa da Striscia é decisamente chiara: non é un servizio nonsense su un colletto sporco ma un servizio fatto per attaccare Monti e Casini spacciato per “nonsense sul colletto”. Anche un altro servizio del 5 Novembre 2012 invece é un apparente nonsense su Grillo in cui lo si indica come un mattacchione che da trent’anni mira alla “presidenza degli Stati Uniti”. Nonostante il chiaro nonsense delle affermazioni del servizio é interessare notare gli elementi che contiene: s’inizia con la frase “Uno spettro si aggira per l’Italia, lo spettro del Movimento Cinque Stelle” (E’la parodia della frase d’apertura del manifesto del Partito Comunista, chiaramente nota negli ambienti di sinistra e colti ma il riferimento ha alte probabilità di non esser notato negli ambienti di destra e non-intellettuali), “capo politico in piena regola”, “il suo movimento”, “inventore del Vaffa-Day”, “lo stretto di Messina gli va stretto”, “si fuma i candidati concorrenti” (con un collage video appaiono i badge di Obama a sinistra e Romney a destra mentre Grillo “outsider”, dallo sfondo viene verso di noi ed i badge scompaiono), “fustigatore della casta”, “leader”. Sotto le mentite spoglie di una buffa ironia si cela uno spot elettorale in cui il prorompente leader Grillo si muove come una forza in grado si spazzare via destra e sinistra in un sol colpo, ma strizza pure l’occhio agli intellettuali di sinistra con la citazione iniziale. In altri casi quella che é apparentemente un’immagine caricaturale é in realtà un tormentone che instilla simpatia, come il FuFu di D’Alema. Il FuFu di D’Alema non vuol dire assolutamente niente, ma ripetere ossessivamente un gesto riconoscibile ed imitabile utilizzandolo pure per una canzoncina senza senso (FuFu Dance) e trasformandolo in un simpatico tormentone, rende  “pop” e simpatico allo spettatore anche la persona a cui é abbinato.

Gioco di specchi con le tre carte

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Si può dire che Striscia sia un continuo alternarsi di  “Gioco delle tre carte” (ora é qui, ora é qua) e “Gioco di specchi” (dico una cosa che vuol dire un’altra cosa ma in realtà é la stessa cosa di prima ma vista dall’altro lato) e ciò appare non solo nei servizi di Gossip e Politica ma in tutta la trasmissione e al di fuori di essa. Dicevamo all’inizio che i servizi di Striscia sono tendenzialmente di due generi diversi (Denunce vs. Gossip&Politica) ma a ben vedere ognuno utilizza anche alcune caratteristiche dell’altro: vedi le rincorse di Staffelli che deve consegnare il Tapiro, in tutto e per tutto uguali a quelle degli inviati che rincorrono i truffatori (il buono che rincorre il cattivo), l’utilizzo di maschere anche nei servizi di Denuncia (il Gabibbo), la consegna satirica di “premi amari” (la pigna, la provola) non dissimili dal tapiro riservato ai vip. Ma non finisce qui: i servizi di Denuncia danno credibilità a Striscia e quindi trasmettono credibilità anche alle battute dei presentatori ed ai servizi di Gossip e Politica ma allo stesso tempo la simpatia di questi rende più digeribili i servizi di denuncia (difatti i due tipi di servizi si alternano fra loro: non c’é una parte solo di Denunce ed una seconda parte di Gossip e Politica).

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Torniamo quindi al discorso della doppia anima di Striscia: come due specchi contrapposti che si riflettono uno nell’altro abbiamo un conduttore che parla per gli adulti che interagisce con quello che parla per i bambini, i culi delle veline spacciati per satira e le immagini caricaturali spacciate per realtà, il nonsense che si mescola con il  finto nonsense, la verità fusa con la finta verità, i cuccioli che piacciono ai bambini ed (ancora) i culi delle veline che eccitano gli uomini. L’attenzione distratta da una parte e fatta concentrare da tutt’altra. I tormentoni ripetuti in continuazione ed gli argomenti citati una sola volta giusto per poter dire di averne parlato.

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Alcuni esempi

ANALISI SCENA
Proviamo ora ad osservare l’illuminante servizio andato in onda il 25 maggio 2012: Il Cavaliere Mascarato colpisce ancora in cui apparentemente Striscia si fa beffe di Berlusconi.

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(1) Il servizio si apre con l’immagine di Berlusconi che indossando una mantellina. Il titolo in stile fumetto “Il Cavaliere Mascarato colpisce ancora”.
MUSICA: La musica del film “Superman”
AUDIO: Presentatore – “Il Cavaliere massacrato colpisce ancora”. AUDIO: Berlusconi “Sono invincibile”

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(2) Folla in piazza che agita le bandiere di Forza Italia ad un comizio di Berlusconi
AUDIO: Presentatore – “Il mondo ormai credeva di conoscere tutti i poteri…”

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(3) Con un’animazione buffa si mostra Berlusconi prendere il volo come un supereroe pasticcione.
AUDIO: Presentatore – “…di questo mitico supereroe…”

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(4) Sguardo di Berlusconi che, circondato dalla folla, cade sul seno di una bella ragazza. In sovrimpressione “Vista tettoscopica”
AUDIO: Presentatore – “…dalla mirabolante vista tettoscopica…”

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(5) Berlusconi, in studio televisivo che infila la mano nei pantaloni e si accomoda i genitali. In sovrimpressione “Gonadi rotanti”
AUDIO: Presentatore – “…alle letali gonadi rotanti.”

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(6) Berlusconi, circondato da diversi uomini che ridono fa un movimento con le mani che, con un’animazione, viene trasformata in una in una ragnatela che fuoriesce dalle sue mani come fosse Spiderman e va a ricoprire tutti gli uomini che lo circondano. In sovrimpressione “Tela di ragno”
AUDIO: Presentatore – “Dalla micidiale tela di ragno…”

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(7) Berlusconi ad un comizio circondato da bandiere di Forza Italia, viene ripreso da dietro e si evidenzia il profilo del sedere che si gonfia con un’animazione.In sovrimpressione “Popo’ a bandoneon”
AUDIO: Presentatore – “…al devastante popò a bandoneon”

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(8) Primo piano di Berlusconi davanti ad una libreria
AUDIO: Presentatore – “Ma all’improvviso come una prescrizione a ciel sereno ecco un potere nuovo di zecca manifestato alla conferenza stampa di stamattina…”

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(9) L’inquadratura precedente si allarga in un totale: ora accanto a Berlusconi vediamo anche Alfano. Sono alla conferenza stampa odierna del Senato. L’inquadratura é emblematica: Berlusconi, composto, occupa i 2/3 a sinistra dell’inquadratura e, perfettamente illuminato e messo a fuoco dall’obiettivo, mantiene una posa composta davanti ad una pila di eleganti testi di legge rilegati. Alfano occupa 1/3 dell’inquadratura destra, non é illuminato direttamente da un faretto e parla, gesticolando, davanti ad una libreria laterale di quella di Berlusconi.
AUDIO: Presentatore – “…Dopo la fresca batosta elettorale del PDL, Berlusconi e Alfano stanno proponendo il presidenzialismo alla francese…”

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(10) Primo piano di Alfano, sempre mal illuminato.
AUDIO: Presentatore – “…sentite cosa dice Alfano…” (a questo punto non sentiamo più la voce del presentatore ma l’audio reale della ripresa e quindi la voce di Alfano) ” […] sta varando un testo che già contiene quelle evoluzioni di cui poco fa riveriva il presidente della… Repubblica…ehm…il presidente Berlusconi”

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(11) La camera nel frattempo si é spostata su un primo piano di Berlusconi davanti al cui volto appare in sovrimpressione quanto appena detto da Alfano: “…il presidente della… Repubblica…ehm…il presidente Berlusconi”. L’audio torna ad essere la voce over del presentatore.
AUDIO: Presentatore – “Angelino ha definito Berlusconi PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA”

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(12) Si ripete la scena della gaffe con l’audio originale e la scritta in sovrimpressione davanti al volto di Berlusconi.

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(13) Ritorniamo all’immagine iniziale, con il titolo “Il Cavaliere Mascarato”
AUDIO: Presentatore – “Ma non é una gaffè, é la prova tangibile del nuovo superpotere del Cavaliere Mascarato…”

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(14) Nuovamente il totale di Berlusconi ed Alfano
AUDIO: Presentatore – “…la trasmigrazione mentale…”

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(15) Nuovamente il primo piano di Berlusconi alla conferenza stampa. Con un’animazione si vedono delle onde radio uscire dalla testa di Berlusconi per andare in direzione di Alfano
AUDIO: Presentatore – “Si sa, l’obiettivo di Silvietto é da sempre il Quirinale, e grazie alle onde psicomagnetiche emesse dal cervello della libertà… il Batman massacrato trasmette via etere la sua idea all’unico neurone di Robin-Alfano” La telecamera nel frattempo si é spostata sul primo piano di Alfano che, lasciato in fermo immagine, appare ricevere il segnale radio dell’animazione

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(16) Ancora il primo piano di Alfano mentre sta per fare la gaffe.
AUDIO: Presentatore – “Angelino, come in trance, la comunica al mondo intero”. Torna l’audio originale e la gaffe viene ripetuta per la terza volta: “[…] che già contiene quelle evoluzioni di cui poco fa riveriva il presidente della… Repubblica…ehm…il presidente Berlusconi”
Questa volta il testo in sovrimpressione sul volto di Berlusconi é evidenziato in rosso ed é solo “… IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA…”

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(17) Nuovamente il primo piano di Berlusconi
AUDIO: Presentatore – “Del resto Silvio dice sempre che il Presidente della Repubblica deve avere più poteri. E allora? Lui é perfetto! C’ha addirittura i Super-poteri!”
Sullo sfondo si mostra ancora l’animazione delle “onde radio” da Berlusconi ad Alfano.

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(18) Nuovamente l’immagine iniziale con la scritta “Il Cavaliere Mascarato”, la musica di Superman e la voce di Berlusconi che dice “sono invincibile”

Osservando le varie parti del servizio si ottiene una scaletta in cui gli elogi a Berlusconi si sprecano

  1. Berlusconi Supereroe. Cavaliere. Invincibile
  2. Berlusconi amato dalla gente
  3. Berlusconi Supereroe
  4. Berlusconi Mandrillone
  5. Berlusconi essere umano
  6. Berlusconi abile tessitore politico
  7. Berlusconi essere umano
  8. Berlusconi
  9. Berlusconi leader – Alfano vice
  10. Alfano
  11. Berlusconi Presidente della Repubblica
  12. Berlusconi Presidente della Repubblica
  13. Presidente Repubblica Presidente Berlusconi
  14. Berlusconi Supereroe. Cavaliere
  15. Berlusconi leader – Alfano vice
  16. Berlusconi Presidente della Repubblica – Alfano stupido vice
  17. Berlusconi perfetto Presidente della Repubblica. Supereroe
  18. Berlusconi Supereroe. Cavaliere. Invincibile

Il protagonista del servizio é chiaramente Berlusconi, non la gaffe di Alfano, che viene qui dipinto come un semplice sottoposto senza cervello di un grand’uomo che, nonostante qualche difettuccio umano, é comunque un vero leader amato.

ANALISI CONTRORISPOSTA

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E’possibile analizzare una risposta di Ricci in merito all’immagine di donna-oggetto rappresentata dalle veline e la responsabilità culturale della televisione commerciale: «ho sostenuto che le giornaliste venivano scelte con criteri di selezione che sono quelli di Miss Italia e non capisco perché si attacchino le Veline e non il fatto che a Sky, beati loro, abbiano un campionario che sembra la finale di Miss Italia. Le Veline sono funzionali alla trasmissione. Non siamo un tg ufficiale. La tv non può raccontare la verità ma il varietà. Per me ogni momento in tv è spettacolo e il nostro è presentato da comici e soubrette. Siamo un varietà e nei varietà le ballerine ci sono sempre state e le Veline rappresentano la sintesi di quello che avviene in tv: arrivano, sculettano un po’ e fanno una telepromozione»

Osserviamo che il discorso é basato su una serie di punti chiave che utilizzano finti punti d’interesse, spostamento dell’attenzione, gioco delle tre carte:
«ho sostenuto che le giornaliste venivano scelte con criteri di selezione che sono quelli di Miss Italia e non capisco perché si attacchino le Veline e non il fatto che a Sky, beati loro, abbiano un campionario che sembra la finale di Miss Italia. Le Veline sono funzionali alla trasmissione. Non siamo un tg ufficiale. La tv non può raccontare la verità ma il varietà. Per me ogni momento in tv è spettacolo e il nostro è presentato da comici e soubrette. Siamo un varietà e nei varietà le ballerine ci sono sempre state e le Veline rappresentano la sintesi di quello che avviene in tv: arrivano, sculettano un po’ e fanno una telepromozione»

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Basta poco per osservare che la risposta di Ricci é sostanzialmente divisa in tre parti:

  1. Guardate da un altra parte
  2. Specchio Riflesso
  3. Tié

PARTE 1 – GUARDATE DALL’ALTRA PARTE (Giornaliste, Miss Italia, Sky, campionario, Miss Italia)
Tradotto: anche gli altri… Sposta l’interesse su altri soggetti (giornaliste, Sky) abbinandoli ad un concetto di mercificazione (catalogo) e utilizzando “Miss Italia” sia come punto di riferimento della bellezza che come ulteriore soggetto su cui spostare l’interesse

PARTE 2 – SPECCHIO RIFLESSO (La tv non può raccontare la verità ma il varietà)
Dopo aver dribblato il problema nella prima parte, qui giunge alla parte centrale del discorso utilizzando un’affermazione che da un lato rimanda a concetti “alti” sul rapporto tra la realtà e la sua rappresentazione ma al tempo stesso ha il tono del consiglio della mamma “non credere a tutto quel che vedi in tv” e al tempo stesso dice “se ve la prendete sono solo fatti vostri” .

PARTE 3 – TIE’ (Siamo un varietà, sintesi, sculettano, telepromozione)
Ancora agganciato alla parte precedente, fa esplodere una dose di verità affermando che ciò che Striscia la notizia, non é altro che spettacolo e che lo spettacolo, in senso generale, non é altro che “pubblicità e sculettamenti”. Non risponde alla domanda principale ma la ingloba in un grande “Così stanno le cose punto e basta”. 

PASSO-PASSO

Si può analizzare la stessa frase anche passo-passo: «ho sostenuto che le giornaliste venivano scelte con criteri di selezione che sono quelli di Miss Italia (1.Sposta l’attenzione dall’immagine di donna-oggetto alla generica preferenza di volti attraenti in tv) e non capisco perché si attacchino le Veline e non il fatto che a Sky, beati loro, abbiano un campionario che sembra la finale di Miss Italia (2.Aggrappandosi a quanto detto prima e identificando un “nemico”, sposta l’attenzione sul fatto che la sua non é l’unica trasmissione in cui vi siano bellezze femminili). Le Veline sono funzionali alla trasmissione (3.Ribadisce una verità ma isolata, perché non specifica che la funzionalità risiede nell’attrarre pubblico maschile). Non siamo un tg ufficiale (4.Spostando l’attenzione sul fatto che Striscia la notizia non é una trasmissione di servizio trasmette l’idea che Striscia non abbia responsabilità). La tv non può raccontare la verità ma il varietà (5.Sposta l’attenzione sugli aspetti buffi e ridicoli del programma, come per dire che quel che accade in tv é scollegato dalla vita reale, senza assumersene responsabilità). Per me ogni momento in tv è spettacolo e il nostro è presentato da comici e soubrette. (6. Ribadisce quel che ha detto prima riportando il discorso a livelli più semplici) Siamo un varietà e nei varietà le ballerine ci sono sempre state (7. Sposta l’attenzione sul fatto che altri prima di lui hanno usato lo stesso stereotipo) e le Veline rappresentano la sintesi di quello che avviene in tv: arrivano, sculettano un po’ e fanno una telepromozione (8.Torna al punto di partenza del discorso e lo fa comunicando la cruda verità: il ruolo delle veline é sculettare e vendere e nell’ammetterlo sostanzialmente dice va bene così perché é così che vanno le cose»)

ANALISI APERTURA

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Possiamo osservare l’utilizzo di queste tecniche anche in alcune delle aperture di trasmissione, quando solitamente uno dei presentatori esordisce parlando delle principali notizie della giornata. Un’esempio d’apertura “alla Striscia” può svolgersi così:

(1) Sulla prima notizia fa una gioco di parole nonsense.
– Ha Ha Ha, risate registrate, applausi registrati

(2) Sulla seconda notizia descrive una scenetta buffa e caricaturale che va per la sua strada e fuoriesce dalla notizia stessa.
– Ha Ha Ha, risate registrate, applausi registrati

(3) La terza notizia é una notizia secondaria su cui il presentatore fa una battuta basata su un facile luogo comune
– Ha Ha Ha, risate registrate, applausi registrati

(4) Sulla quarta notizia, con un altro nonsense, il presentatore aggancia un personaggio politico che non c’entra nulla con la notizia e fa una battuta simpatica sul suo conto.
– Ha Ha Ha, risate registrate, applausi registrati, s’introduce il secondo presentatore, la puntata può cominciare…

(1) Gioco di parole senza senso (si scalda il pubblico)
(2) Storiella (si tocca la notizia senza parlarne veramente)
(3) Luogo comune (si acquista simpatia del pubblico)
(4) Battuta simpatica (trasmette simpatia al personaggio citato)

Cos’é successo? Usando come mezzo le “notizie del giorno”, prima ci ha confusi con dei giri di parole (il nonsense), poi, in un colpo solo, é riuscito a far credere di parlare di un’argomento mentre in realtà l’ha evitato lanciando un’immagine buffa (la storiella scollegata dalla notizia), poi si é reimpossessato della nostra attenzione con un argomento di facile presa ed ha concluso con il capolavoro: sfruttando nuovamente la prima e la seconda mossa (nonsense ed immagine buffa) ha introdotto il personaggio di cui voleva veramente parlare dipingendolo come voleva (in questo caso positivamente). Se fosse stato un incontro di boxe sarebbe stato come aver subìto in rapida successione un gancio destro, un gancio sinistro mascherato con una finta, un diretto in faccia e mentre eravamo ancora storditi un sinist-dest in rapidissima successione con sputo in faccia finale. Siamo già stati messi Ko e la puntata è appena cominciata.

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4 responses to “Messaggi striscianti: discorso sul linguaggio di Striscia la Notizia”

  1. mcc43 says :

    Una analisi completa e precisa, di grande qualità.
    Questa osservazione “Giungere al lieto fine, che si ottiene proprio con la messa in ridicolo del cattivo o con la manifestazione d’indignazione dell’inviato che entrando in sintonia col pubblico lo appaga con un senso di vicinanza” mi colpisce perché consonante con quello che ho colto sempre quando guardavo Striscia: un messaggio nascosto che era come una strizzatina d’occhi ” noi e voi contro tutti quei mostri” Una proposta di complicità che fidelizza certa audience.

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