Brandizzati: guadagna vendendo te stesso (anima compresa)

Appunti sparsi in bilico tra presente e futuro su uno dei modi in cui cambi(er)a l’approccio al lavoro.

IL LAVORO RIDISEGNATO

I servizi informatici e le reti sociali stanno portando ad una ridefinizione dei compiti professionali nel campo dei servizi, ridefinendo molti ruoli storicamente legati a professioni specifiche.

Ciò non significa affatto una “morte delle specializzazioni”: in futuro esisteranno sempre più professioni il cui svolgimento richiederà riconoscimenti legali (diplomi, lauree, master, anni d’apprendistato o altre forme). Ciò che verrà “fatto morire” sarà la specializzazione nei servizi di basso livello identificabili in tutte quelle mansioni che necessitano di preparazione minima o nulla.

  • Chi ha bisogno di un “tassista” se chiunque ha una macchina e la sa guidare?
  • Chi ha bisogno di un “informatico” se si é letteralmente circondati da smanettoni?
  • Chi ha bisogno di un “falegname” se ci sono decine di persone abili nel bricolage?
  • Chi ha bisogno di una “guida turistica” se ci sono migliaia di guide gratuite sul web?
  • Chi ha bisogno di un “fotografo” se in giro ci sono moltissimi ottimi appassionati di fotografia?
  • Chi ha bisogno di un “interior designer” se ci sono tanti appassionati esperti di arredamento?

Tutti i servizi che posson esser svolti semplicemente da qualcuno che banalmente “lo sa fare” senza che questo sia per forza “il suo mestiere” verranno svolti da persone comuni non specializzate. Non c’é che da usare un minimo d’immaginazione per immaginare quali servizi verranno gestiti ed in che modo: dal “servizio traslochi” al “babysitting”, dalle piccole riparazioni domestiche alla pianificazione di viaggi, ecc.

QUATTRO PUNTI

Affinché nella società moderna (urbanizzata e informatizzata) sia possibile lo sviluppo di una tale rete di servizi sono necessari quattro fattori:

  1. L’esistenza di una entità che strutturi una rete (anche parziale e specializzata),
  2. L’identificabilità degli account (perlomeno di chi fornisce il servizio),
  3. Un sistema di valutazione del servizio
  4. Un sistema di pagamento del servizio

Il primo punto é facilmente comprensibile: se cerco un servizio di qualche tipo é necessario entrare in una rete specifica e questa viene realizzata da un’ente (solitamente una società di marketing) che ne organizza la struttura (social network, App, forum, sito di prenotazione o altra forma). Ecco che per spostamenti in macchina esiste Uber, per spedire piccole merci esiste TinyCarrier, per conoscere le critiche di un film c’é IMDB ecc. Col tempo si struttureranno reti dedicate alle piccole riparazioni, ai micro-baratti, allo scambio tempo/lavoro ed altri servizi ancora. Potranno strutturarsi decine di piccole reti specifiche che dovranno convivere con grosse strutture “multirete”.

Il secondo punto, ossia l’anonimato in rete, é fonte di discussione da diversi anni. La strada che verrà intrapresa sarà abbastanza semplice: rendere vantaggiosa la rinuncia volontaria all’anonimato. Saranno gli stessi utenti che, allettati dalla possibilità di poter guadagnare vendendo servizi forniranno qualunque dato necessario a certificare la propria identità. Altra strada percorribile dagli enti che detengono le strutture di rete é fregarsene imponendo policy che lasciano ogni responsabilità agli utenti finali. In questo secondo scenario tuttavia va notato che di fatto comunque ogni account sarà sempre più facilmente ricollegabile alla persona reale. L’anonimato in rete sparirà in maniera attiva o semplicemente “di fatto” ma resterà comunque appannaggio di alcuni smanettoni.

Il terzo punto é già attivo su diverse reti specifiche: ogni utente già fornisce valutazioni su ristoranti, film, negozi, alberghi, libri, brani musicali, società di trasporti ecc. La cosa verrà velocemente estesa anche ai “servizi” forniti dalle persone che li offrono (NB: formalmente la valutazione sarà solo sul “servizio” e non sulla persona stessa).

Il quarto punto é meno scontato di quanto possa sembrare, poiché, scontrandosi con diverse realtà giuridiche, porterà alla creazione di forme di pagamento assai diversificate, molte delle quali potrebbero includere lo scambio del tempo e la reintroduzione di alcune forme di baratto. Per esempio: 3 ore a tagliare l’erba del vicino potrebbero corrispondere a 40 minuti di massaggi fatti da un apprendista o a 20 minuti fatti da personale esperto. Gettare l’immondizia di un vicino può “valere” 5 minuti ma portargli la spesa può valerne “8”. Ci potrebbero essere tariffari fissi stabiliti dal fornitore della rete oppure gli utenti potrebbero essere lasciati di definire le tariffe tra di loro. Il pagamento in denaro potrebbe utilizzare diversi tipi di valuta (virtuale o meno). Si svilupperanno quindi anche dei servizi di cambio (l’agenzia X potrebbe “comprare” ore lavoro accumulate in cambio di denaro contante per poi rivenderle mentre l’agenzia Y potrebbe “saldare” un tuo debito in BitCoin permettendoti di ripagarlo in ore lavoro ecc). L’utilizzo di forme di pagamento che esulano dalla tassazione é uno dei metodi con cui s’attirerà l’interesse degli utenti. L’ente che struttura e fornisce la rete guadagnerà attraverso metodi indiretti (pubblicità o vendita di dati statistici), diretta (abbonamento al servizio) o mista (% di ore lavoro devolute al fornitore che convertirà in denaro attraverso società specializzate come visto sopra)

 

RETI INTERCONNESSE

Lo scenario più probabile non prevede un’unica entità detentrice di un’unica rete di scambio servizi ma piuttosto la convivenza di diverse reti alcune delle quali dialoganti fra loro ed altre no (il che potrebbe portare a definire delle geografie del mercato del lavoro legate alla diffusione di questa o quella rete strutturata); alcune grosse, potenti e d’interesse generale ed altre più piccole e specifiche. Si potrebbero verificare casi “bizzarri” in cui un’ora di credito accumulata in una certa rete non possa essere spesa direttamente in un’altra obbligando al passaggio da agenzie di cambio svantaggiose.

 

VALUTAZIONE DELLA PERSONA

Persone facilmente identificabili e valutazione pubblica dei servizi offerti da questi porterà necessariamente ad una forma di “valutazione della persona” che, pur nascondendosi sotto “valutazione dei servizi offerti”, non potrà non plasmare la mentalità sociale di almeno una o due generazioni. Una larga rete personale unita ad un “sentimento positivo” nei propri confronti potrebbero diventare più importanti della competenza in sé. Avere un bell’aspetto e fare tante piccole “buone azioni” converrà economicamente. La “bontà” verrà ottenuta col denaro. Fornire trasparenza sulle proprie informazioni personali verrà premiato in quanto segno di fiducia: ecco che chi si “vende” come tassista si potrebbe far vanto di non aver mai perso punti patente pubblicando i dati ufficiali della propria patente o mostrando il certificato di revisione del mezzo; chi si prostituisce potrebbe pubblicare regolarmente i propri risultati delle analisi mediche; chi insegna potrebbe pubblicizzare i risultati scolastici degli allievi. La valutazione del “servizio” potrebbe diventare col tempo un atto socialmente importante: non commentare un servizio potrebbe essere considerato un gesto d’inciviltà come non rispondere ad un saluto. La brandizzazione della persona avverrà in chiave del tutto volontaria: le persone faranno a gara per vendersi meglio: più belli, più simpatici, più disponibili, più adattabili, più connessi, più socievoli.

 

AMMORTIZZATORI?

Un simile scenario pecca forse di assenza di umanità. Tuttavia quella descritta é una delle mete a breve termine verso cui il mondo si sta indirizzando. Dando per scontato che l’umanità accoglierà questo scenario (a piccole dosi, pian piano, fino alla sua realizzazione) ci si può interrogare sui modi in cui questa inumanità verrà ammortizzata: covando rabbia in silenzio o generando delle valvole di sfogo di qualche genere? Oppure tale scenario verrà accolto in maniera molto più naturale di quanto faremmo se ci fosse imposto oggi stesso?

 

E POI…

La mostruosità derivante da una valutazione numerica della persona esposta sulla pubblica piazza appare chiara già adesso. Sarà tuttavia necessario farla “vivere e sentire” sulla pelle di molta gente per alcuni anni prima che, forse, venga compresa ed elaborata in maniera più diffusa. Solo a quel punto, forse, potrebbero svilupparsi dei sistemi diversi. Ma si comincia a guardare troppo in avanti…

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