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I FATTI DI MALGA BALA: fiabe, sacrifici umani e demoni interiori di chi non distingue mito e storia

(O meglio: ecco come una storia strampalata senza prove, senza testimoni e senza coerenza viene spacciata per verità)

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[ATTENZIONE! Questo post contiene immagini particolarmente brutali e violente in linea con gli argomenti trattati]

1.00 PREMESSA – LA STORIA DELLA STORIA DI QUESTA STORIA

Pomeriggio.
Interno giorno.
Fuori piove.
Sto amichevolmente battibeccando per chat con “E”.
Argomento: seconda guerra mondiale; i partigiani.
Nodo del battibecco: “E” sostiene che i partigiani abbiano compiuto crimini peggiori e più numerosi di quelli compiuti dai fascisti.
Io no.
Con “E” capita a volte di scontrarmi su certi argomenti. La conclusione é quasi sempre la stessa: ognuno resta sulle sue posizioni, ci si beve una birra (ahimé non stavolta: i dialoghi via chat sono desolatamente analcolici) e con una sterzata di centottanta gradi si sposta il dialogo su argomenti maggiormente condivisi, che é un bel modo per dire che poi si parla di figa.

Ma una cosa che ha detto mi ha incuriosito e me la son segnata.
Planina Bala – Se la trovi leggiti la storia di Planina Bala
Un nome di cui non so nulla.

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QUESTO governo non é stato votato dalla #ggente

propaganda

Se tre quarti dei media italiani ripetessero continuamente per mesi che “gli avvocati sono la causa dei mali dell’Italia” possiamo star certi che quest’idea s’intrufolerebbe trasversalmente nei pensieri e nei discorsi fatti tra il più micragnoso bar di provincia e le aule del Parlamento.

Alcuni esempi sono i vari “Invasione di clandestini”, “pericolo lavavetri”, “scandalo auto blu”, “attenzione alla propaganda gay”, “italiani brava gente”, “i terroristi tra noi”, “ridateci i nostri Marò”: basta che il concetto venga ripetuto di continuo, sia semplice e faccia appiglio su sentire comune e mancata conoscenza dell’argomento perché faccia breccia.

Ripetizione continua? Ipersemplificazione? Base pregiudiziale? Stimolo dell’indignazione? Piglio emotivo? Assenza di riferimenti verificati? Ma, oh, guarda, non é mica niente di nuovo: é la nostra solita, vecchia, cara amica PROPAGANDA!

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Greta, Vanessa, Daniele e le Brioches di Maria Antonietta

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2014-07-31. Siria – Aleppo –

C’é una casa ad Abzimu, una piccola località ad ovest di Aleppo verso Idlib. E’ la casa del capo del consiglio rivoluzionario locale. Questa casa é il luogo di riferimento di tre italiani giunti ad Aleppo da poche ore: Daniele Raineri, un giornalista de Il Foglio, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, due cooperanti volontarie fondatrici del progetto Horryaty.

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Piano B: exit strategy a 5 Stelle

Esiste un piano B per Grillo e Casaleggio? Certo che esiste: é sotto gli occhi di tutti già dalla nascita del Movimento Cinque Stelle ed é tutta questione d’immagine.

L’immagine che Grillo si é cucito addosso é quella del “non leader”, del semplice ispiratore che ha solo “dato una mano” ad un gruppo di giovani.

Anche Casaleggio si é dipinto un’immagine defilata di semplice “tecnico” e “consulente”.

In sostanza i due padri-padroni del M5S si son smarcati fin da subito dalle responsabilità.

L’immagine defilata é il piano B perfetto per i due padroni del M5S; una exit strategy preparata a tavolino fin dalla nascita del progetto: “Il nostro progetto era buono. Sono i ragazzi che hanno fallito”.

Facile. Molto facile smarcarsi da responsabilità che non si sono mai volute assumere pubblicamente addebitandole ai propri sottoposti. Facile soprattutto perché il valore mediatico e comunicativo di questi sottoposti é una frazione infinitesimale di quella del Leader. Facile anche grazie alla semi-invisibilità di Casaleggio.

Perderebbe qualcosa Grillo a mollare un M5S morente? No, anzi: esternalizzando da sé il malcontento verso il M5S manterrebbe la sua fanbase e tutt’Al più si ritroverebbe in una situazione economica simile a quella pre-M5S.

Casaleggio intanto ha già vinto: la sua azienda é oramai solida e la rete di notizie farlocche che ha messo su potrà continuare a macinar utili anche senza il M5S.

Ci vorrà ancora del tempo, ma quando il M5S sarà DAVVERO alla frutta, un’idea di quanto facilmente i due leader ne usciranno già ce l’abbiamo