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#Ursino e la strana aggressione

Nella sera del 20 febbraio 2018 il leader palermitano di Forza Nuova viene aggredito in pieno centro. Nel giro di pochissimi minuti l’aggressione viene rivendicata da qualcuno che ci tiene sia a restare anonimo che ad attribuire le responsabilità agli antifascisti palermitani. Manco il tempo di dirlo che ovviamente scattano perquisizioni, fermi, reazioni esagitate sui social, richieste di condanna ecc.

Certo però che a guardarla bene questa storia é strana. Ma strana proprio…

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Specchio riflesso! La paranoia nazifascista nel “fascismo degli altri”

Uno dei tratti più curiosi del neo-nazifascismo é l’uso bipolare che militanti neri e simpatizzanti più o meno consci hanno nei confronti dei termini nazismo e fascismo.

Da un lato troviamo un utilizzo in positivo in cui al termine fascismo si attribuiscono solo “cose buone”. Addirittura i militanti di movimenti neofascisti non solo definiscono sé stessi fascisti ma ne fanno apertamente un vanto, un motivo d’orgoglio.

Tuttavia in certi frangenti quegli stessi militanti che si definiscono orgogliosamente fascisti, per quanto possa sembrare sorprendente  non si fanno problemi ad usare il termine fascista come aggettivo negativo con cui etichettare altri.

Quest’uso in negativo dell’aggettivo fascista da parte degli stessi fascisti avviene quando un dato evento contiene due elementi precisi: (1) una parte in gioco più o meno di sinistra e (2) una manifestazione di forza di questa parte in gioco che i fascisti hanno dovuto subire o perlomeno fronteggiare; nei fatti o anche solo simbolicamente.

Se un evento possiede queste due caratteristiche per i fascisti la strategia più conveniente é narrarlo in chiave vittimistica semplificando cartoonescamente la narrazione in uno scontro buoni contro cattivi.

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I FATTI DI MALGA BALA: fiabe, sacrifici umani e demoni interiori di chi non distingue mito e storia

(O meglio: ecco come una storia strampalata senza prove, senza testimoni e senza coerenza viene spacciata per verità)

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[ATTENZIONE! Questo post contiene immagini particolarmente brutali e violente in linea con gli argomenti trattati]

1.00 PREMESSA – LA STORIA DELLA STORIA DI QUESTA STORIA

Pomeriggio.
Interno giorno.
Fuori piove.
Sto amichevolmente battibeccando per chat con “E”.
Argomento: seconda guerra mondiale; i partigiani.
Nodo del battibecco: “E” sostiene che i partigiani abbiano compiuto crimini peggiori e più numerosi di quelli compiuti dai fascisti.
Io no.
Con “E” capita a volte di scontrarmi su certi argomenti. La conclusione é quasi sempre la stessa: ognuno resta sulle sue posizioni, ci si beve una birra (ahimé non stavolta: i dialoghi via chat sono desolatamente analcolici) e con una sterzata di centottanta gradi si sposta il dialogo su argomenti maggiormente condivisi, che é un bel modo per dire che poi si parla di figa.

Ma una cosa che ha detto mi ha incuriosito e me la son segnata.
Planina Bala – Se la trovi leggiti la storia di Planina Bala
Un nome di cui non so nulla.

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Erodiamo le cornici culturali

Antique frame collection

 

Se di fronte a centinaia di persone sostenessi che il Sole gira attorno alla Terra verrei deriso e preso per pazzo e tutti mi urlerebbero contro che in realtà é la Terra a girare attorno al Sole.

Se chiedessi però loro di dimostrare quanto sostengono, ovvero che é la Terra a girare attorno al Sole, ben pochi saprebbero come fare. Come si dimostra che la Terra gira attorno al Sole? 

L’esperienza pratica (notte/giorno, firmamento che ruota, assenza di venti dovuti ad una eventuale rotazione, ecc.) non offre nessun indizio del fatto che sia la Terra a ruotare attorno al Sole anziché il contrario.

Eppure se affermassi il contrario avrei contro centinaia di persone che pur non sapendo dimostrare la bontà delle loro affermazioni le difenderebbero a spada tratta, arrivando pure a schernirmi violentemente.

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Messaggi striscianti: discorso sul linguaggio di Striscia la Notizia

striscia

-L’articolo é stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale-

Dal 1988 ad oggi la forma di Striscia la notizia ha avuto una sua evoluzione: sono cambiati canale e durata, presentatori e veline, maschere e personaggi, rubriche e tormentoni, ritmi e colori, scenografie e suoni. Alcuni dei suoi elementi sono stati accentuati o attenuati a seconda del periodo.

Ciò che invece non é mai cambiato sono il suo linguaggio e la struttura di base: due presentatori che introducono servizi preregistrati, in molti dei quali vi é un inviato che interpreta un personaggio o una maschera, il tutto presentato in una cornice che mima la struttura di un telegiornale con rubriche ricorrenti e momenti fissi, col contorno delle veline, del Gabibbo e la televendita.

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