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Piano B: exit strategy a 5 Stelle

Esiste un piano B per Grillo e Casaleggio? Certo che esiste: é sotto gli occhi di tutti già dalla nascita del Movimento Cinque Stelle ed é tutta questione d’immagine.

L’immagine che Grillo si é cucito addosso é quella del “non leader”, del semplice ispiratore che ha solo “dato una mano” ad un gruppo di giovani.

Anche Casaleggio si é dipinto un’immagine defilata di semplice “tecnico” e “consulente”.

In sostanza i due padri-padroni del M5S si son smarcati fin da subito dalle responsabilità.

L’immagine defilata é il piano B perfetto per i due padroni del M5S; una exit strategy preparata a tavolino fin dalla nascita del progetto: “Il nostro progetto era buono. Sono i ragazzi che hanno fallito”.

Facile. Molto facile smarcarsi da responsabilità che non si sono mai volute assumere pubblicamente addebitandole ai propri sottoposti. Facile soprattutto perché il valore mediatico e comunicativo di questi sottoposti é una frazione infinitesimale di quella del Leader. Facile anche grazie alla semi-invisibilità di Casaleggio.

Perderebbe qualcosa Grillo a mollare un M5S morente? No, anzi: esternalizzando da sé il malcontento verso il M5S manterrebbe la sua fanbase e tutt’Al più si ritroverebbe in una situazione economica simile a quella pre-M5S.

Casaleggio intanto ha già vinto: la sua azienda é oramai solida e la rete di notizie farlocche che ha messo su potrà continuare a macinar utili anche senza il M5S.

Ci vorrà ancora del tempo, ma quando il M5S sarà DAVVERO alla frutta, un’idea di quanto facilmente i due leader ne usciranno già ce l’abbiamo

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A cosa serve il Movimento Cinque Stelle?

Coi dati alla mano e mettendo in fila tutta una serie di forti incongruenze tra ciò che viene annunciato e ciò che viene fatto, appare chiaro che vi sono due linee d’interesse: una politica ed una economica.
Quella politica, nei fatti, é chiaramente indirizzata ad una forma di immobile conservatorismo, mascherato da numerose strizzatine d’occhio all’elettorato di sinistra per una questione d’immagine ed opportunismo e da una propaganda urlata che non si fa problemi a usare dati volutamente falsati con una comunicazione incorretta ma di enorme presa mediatica.
Quella economica vive su una scommessa vincente: speculare sull’instabilità attraverso una rete di comunicazione commerciale tutto sommato semplice, anche se estremamente ampia e pervasiva, attraverso l’uso di squadre di ‘influencer’ ed utenti fittizi (NB: solo il 6-7% dei followers di @beppe_grillo sono utenti umani reali) e sfruttando a cascata gli altri media, obbligati, volenti o nolenti, a promuovere le fonti di notizie commerciali gestite dalla Casaleggio Associati.

Qualche cifra? Col Movimento Cinque Stelle il reddito di Beppe Grillo é passato da 4,5 milioni ad una cifra valutabile tra i 7 ed i 15 milioni. Delle numerose inchieste a proposito, questa é quella più completa:
http://micheledisalvo.com/2014/04/ecco-quanto-guadagna-un-blog-come-quello-di-grillo.html

Propaganda a Cinque Stelle

Secondo la definizione di Wikipedia la Propaganda é “l’attività di disseminazione di idee e informazioni con lo scopo di indurre a specifiche attitudini e azioni” ovvero il “conscio, metodico e pianificato utilizzo di tecniche di persuasione per raggiungere specifici obiettivi atti a beneficiare coloro che organizzano il processo”. Senza voler affrontare appieno l’argomento in questo post é interessante notare come due comuni elenchi di “regole base” o “principi” della propaganda possano essere applicati pari-pari alle tecniche base di comunicazione del Movimento Cinque Stelle.

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Dove sta andando il Movimento Cinque Stelle?

GRILLO E CASALEGGIO

A detta di chi lo conosce personalmente Beppe Grillo é un uomo d’impeto, istintivo, “de panza” e non si fatica a crederlo, viste le performance di tutta una vita. É indignato ed arrabbiato per ottime ragioni ma sa solo tradurre questa rabbia in forme alla buona, grossolane e di facile presa. L’incontro con l’enigmatico Casaleggio ha evidentemente prodotto un’interessante alchimia in cui l’impeto di Grillo si fonde con gli ideali “visionari” di Casaleggio.

PLASMARE LA PROTESTA

Il più grande movimento di protesta che si sia visto in Italia negli ultimi vent’anni non é un movimento nato spontaneamente per le strade ma é una struttura ideata e plasmata da due milionari che ne detengono copyright e proprietà. Simpatizzanti ed attivisti del movimento possono aderire ad una struttura che appare aperta e libera finché non si vogliono toccare le linee guida dettate da Grillo e Casaleggio. In tal caso si vien messi alla porta ed espulsi: il più grande movimento di protesta italiano é una gabbia dorata le cui sbarre, disegnate e controllate esclusivamente da Grillo e Casaleggio, vengono accettate da chi vi entra senza poter mai acquisire il diritto di ridefinirle.

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Sparatoria del 28 Febbraio: Grillo non va incolpato, ma…

Ieri mattina, 28 Febbraio 2013, durante il giuramento del Governo Letta un uomo ha sparato a due carabinieri di fronte a Palazzo Chigi ferendo di striscio pure una passante. L’uomo é stato catturato immediatamente. Uno dei due carabinieri, colpito a distanza ravvicinata, in questo momento é in prognosi riservata. Tutta la scena é stata mostrata in diretta poiché in quel momento era presente una troupe di RaiNews24 per documentare l’inizio del nuovo governo. Si é trattato di un gesto isolato di una persona sana di mente ma con diversi problemi familiari ed economici alle spalle che, poco più tardi, ha dichiarato di aver pianificato il gesto per colpire i politici, ma “[…] sapevo che non avrei mai e poi mai potuto raggiungerli. Allora ho pensato al palazzo, a chi ci sta davanti” ed ha scelto i carabinieri come vittime di ripiego.

La notizia e le drammatiche immagini sono state diffuse istantaneamente scatenando, come sempre in questi casi, dibattiti sulla legittimità dei media di mostrare il carabiniere ferito (prima ancora che i familiari fossero stati avvertiti), ma soprattutto ha generato accuse sul “mandante morale”.

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