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Piano B: exit strategy a 5 Stelle

Esiste un piano B per Grillo e Casaleggio? Certo che esiste: é sotto gli occhi di tutti già dalla nascita del Movimento Cinque Stelle ed é tutta questione d’immagine.

L’immagine che Grillo si é cucito addosso é quella del “non leader”, del semplice ispiratore che ha solo “dato una mano” ad un gruppo di giovani.

Anche Casaleggio si é dipinto un’immagine defilata di semplice “tecnico” e “consulente”.

In sostanza i due padri-padroni del M5S si son smarcati fin da subito dalle responsabilità.

L’immagine defilata é il piano B perfetto per i due padroni del M5S; una exit strategy preparata a tavolino fin dalla nascita del progetto: “Il nostro progetto era buono. Sono i ragazzi che hanno fallito”.

Facile. Molto facile smarcarsi da responsabilità che non si sono mai volute assumere pubblicamente addebitandole ai propri sottoposti. Facile soprattutto perché il valore mediatico e comunicativo di questi sottoposti é una frazione infinitesimale di quella del Leader. Facile anche grazie alla semi-invisibilità di Casaleggio.

Perderebbe qualcosa Grillo a mollare un M5S morente? No, anzi: esternalizzando da sé il malcontento verso il M5S manterrebbe la sua fanbase e tutt’Al più si ritroverebbe in una situazione economica simile a quella pre-M5S.

Casaleggio intanto ha già vinto: la sua azienda é oramai solida e la rete di notizie farlocche che ha messo su potrà continuare a macinar utili anche senza il M5S.

Ci vorrà ancora del tempo, ma quando il M5S sarà DAVVERO alla frutta, un’idea di quanto facilmente i due leader ne usciranno già ce l’abbiamo

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Dove sta andando il Movimento Cinque Stelle?

GRILLO E CASALEGGIO

A detta di chi lo conosce personalmente Beppe Grillo é un uomo d’impeto, istintivo, “de panza” e non si fatica a crederlo, viste le performance di tutta una vita. É indignato ed arrabbiato per ottime ragioni ma sa solo tradurre questa rabbia in forme alla buona, grossolane e di facile presa. L’incontro con l’enigmatico Casaleggio ha evidentemente prodotto un’interessante alchimia in cui l’impeto di Grillo si fonde con gli ideali “visionari” di Casaleggio.

PLASMARE LA PROTESTA

Il più grande movimento di protesta che si sia visto in Italia negli ultimi vent’anni non é un movimento nato spontaneamente per le strade ma é una struttura ideata e plasmata da due milionari che ne detengono copyright e proprietà. Simpatizzanti ed attivisti del movimento possono aderire ad una struttura che appare aperta e libera finché non si vogliono toccare le linee guida dettate da Grillo e Casaleggio. In tal caso si vien messi alla porta ed espulsi: il più grande movimento di protesta italiano é una gabbia dorata le cui sbarre, disegnate e controllate esclusivamente da Grillo e Casaleggio, vengono accettate da chi vi entra senza poter mai acquisire il diritto di ridefinirle.

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Niente di nuovo dal fronte orientale – perché le minacce della Corea del Nord non mi preoccupano

-l’articolo é stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale-

Pyongyang fa la voce grossa perché vuole che l’ONU lasci che costruisca il suo arsenale atomico. Ne ha bisogno perché il Paese é al collasso e possedere l’atomica é l’unico modo che ha per poter costituire una minaccia e usarla come spauracchio per ottenere maggiori aiuti economici dalla Cina.

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